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Giallo

Recensioni di libri di genere giallo a cura de “Il Consigliere Letterario”.

A che serve che un mostro viva? E a che serve ucciderlo?

Recensione di “I ragazzi del massacro” di Giorgio Scerbanenco

recensione - Giorgio Scerbanenco, I ragazzi del massacro, Garzanti
Giorgio Scerbanenco, I ragazzi del massacro, Garzanti

“La signorina Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli, nubile, insegnava alla scuola serale Andrea e Maria Fustagni a una classe mista di ragazzi dai 13 ai vent’anni, la maggior parte dei quali erano stati in riformatorio, o avevano il padre alcolizzato o la madre dedita al meretricio, vi erano diversi tubercolosi e alcuni eredoluetici. Meglio sarebbe stato che la classe fosse stata tenuta da un sergente maggiore della legione straniera, e non da lei, fragile, delicata signorina della piccola borghesia dell’alta Italia”. Comincia così, con la presenza terribile e insensata della morte, di una morte violenta dispensata con intollerabile ferocia, I ragazzi del massacro, probabilmente il più cupo e amaro tra i romanzi gialli di Giorgio Scerbanenco.Leggi tutto »A che serve che un mostro viva? E a che serve ucciderlo?

Oggetto della letteratura è la conoscenza dell’essere umano

Recensione de “La testa perduta di Damasceno Monteiro” di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, La testa perduta di Damasceno, Monteiro, Feltrinelli
Antonio Tabucchi, La testa perduta di Damasceno, Monteiro, Feltrinelli

È possibile che la verità sia anche una questione di stile, che la forma abbia un legame essenziale con la sostanza, che la filosofia, oltre a quello della chiarezza, abbia il dovere, squisitamente letterario, della fascinazione, e che allo stesso modo ogni altra forma scrittura, dalla cronaca giornalistica al dettato di una sentenza, debba possedere la qualità indispensabile della leggibilità; in una parola, che tocchi alla bellezza il compito improbo di provare a spazzare via le tenebre della menzogna, dell’ignoranza e della violenza.


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A Palermo, in una “notte buia e tempestosa”…

Recensione di “La doppia vita di M. Laurent” di Santo Piazzese

 

 
Santo Piazzese, La doppia vita di M. Laurent, Sellerio
Santo Piazzese, La doppia vita di M. Laurent, Sellerio

Nate per caso e dal caso, le indagini di Lorenzo La Marca, di professione biologo, procedono senza alcuna apparente razionalità, nutrite di intuizioni improvvise, attraversate da correnti elettriche di emozioni, cameratismi e antipatie, scandite dai tempi rallentati di una città particolarissima (Palermo), dalle sue atmosfere uniche e dagli intoccabili rituali dei suoi abitanti. Nascosta nella penombra di stradine tortuose, distorta dai discorsi obliqui e allusivi di chi ha imparato a minacciare sorridendo e a condannare a morte con un abbraccio, la verità è materia sfuggente, pericolosa, qualcosa di quasi indecifrabile alla luce del solo intelletto.


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Miss Marple, l’errore in un piano altrimenti perfetto

Recensione di “Istantanea di un delitto” di Agatha Christie

 

Agatha Christie, Istantanea di un delitto, Mondadori
Agatha Christie, Istantanea di un delitto, Mondadori

Forse nessun genere letterario rifiuta le contraddizioni come il giallo. Quando ci sono di mezzo omicidi, misteri da risolvere, colpevoli da smascherare e indagini da condurre non c’è spazio per incertezze e passi falsi; proprio come in un puzzle, infatti, ogni tassello deve incastrarsi perfettamente a un altro, e questo al successivo, in una catena di deduzioni e di rapporti di causa-effetto granitica e inevitabile come una legge fisica.


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Lungo strade sconosciute e ostili

Recensione di “I cani di Riga” di Henning Mankell

 

Henning Mankell, I cani di Riga, Marsilio Editore
Henning Mankell, I cani di Riga, Marsilio Editore

Un canotto alla deriva. Due cadaveri a bordo. Un colpo sparato a bruciapelo a trapassargli il cuore. Una piccola imbarcazione usata per attività di contrabbando tra la Svezia e i Paesi dell’Est incrocia per caso il gommone; la macabra scoperta allarma l’equipaggio; si discute su cosa sia meglio fare e alla fine viene raggiunto un compromesso: i trafficanti traineranno il canotto fin quasi alla costa svedese, poi lo lasceranno in balia delle onde.


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Un giallista a fumetti

Recensione “Nuvole nere” di Carlo Lucarelli e Mauro Smocovich

Carlo Lucarelli, Mauro Smocovich, Nuvole Nere

Come già capitato in altre occasioni, lascio questo spazio all’amico Antonio Marangi, esperto di fumetti e anima poliedrica della rivista digitale Sbam! Comics (potete scaricarla gratuitamente, e permettetemi di consigliarvi caldamente di farlo; la trovate qui), che questa volta ci racconta di un’iniziativa davvero originale, con un protagonista notissimo a tutti gli amanti del giallo di casa nostra: Carlo Lucarelli.

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Padre Brown, acuto psicologo del delitto

Recensione de “Il candore di Padre Brown” di Gilbert Keith Chesterton

recensione - Gilbert Keith Chesterton, Il candore di Padre Brown
Gilbert Keith Chesterton, Il candore di Padre Brown

Autore tanto raffinato quanto colto, amante appassionato del paradosso e della sorpresa ben congegnata, romanziere eccelso (in questo blog ho già trattato due suoi splendidi lavori, L’uomo che fu Giovedì qui e Il Napoleone di Notting Hill qui), polemista arguto, aforista geniale, e ancora commediografo, saggista, giornalista, esteta della letteratura e, non ultimo, finissimo conoscitore dell’animo umano, Gilbert Keith Chesterton è in qualche modo uno scrittore universale.


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Un intreccio giallo, un tormentoso rovello filosofico

Recensione di “Il sospetto” di Friedrich Dürrenmatt

Friedrich Dürrenmatt, Il sospetto, Feltrinelli
Friedrich Dürrenmatt, Il sospetto, Feltrinelli

La verità, nei romanzi gialli di Friedrich Dürrenmatt, non è mai un traguardo, né l’espressione di un ordine razionale del mondo. Non è il filo d’Arianna dipanato in un labirinto bensì il labirinto stesso, l’intrico di vie oscure dentro il quale l’indagine si perde.


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Milano, metropoli in decomposizione

Recensione di “Traditori di tutti” di Giorgio Scerbanenco

recensione - Giorgio Scerbanenco, Traditori di tutti, Garzanti
Giorgio Scerbanenco, Traditori di tutti, Garzanti

Chiave d’accesso a una vicenda tanto intricata quanto sordida, il duplice omicidio con cui si apre Traditori di tutti di Giorgio Scerbanenco (pubblicato nel 1966 e insignito, due anni più tardi, del prestigioso Grand Prix de Littérature policière) è la rappresentazione – la più terribile e insieme la più vera – del disfacimento morale di una società.


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Un puzzle faticoso e senza fine

Recensione di “La trilogia di Adamsberg” di Fred Vargas

Fred Vargas, La trilogia Adamsberg, Einaudi
Fred Vargas, La trilogia Adamsberg, Einaudi

Pochi sarebbero disposti a credere che Jean-Baptiste Adamsberg sia un poliziotto, anzi, addirittura un commissario. Pochissimi, quasi nessuno a dire il vero, specie tra i suoi colleghi. Difficile dar loro torto, perché quest’uomo indecifrabile, distratto, pedante nel parlare, affascinato da tutto ciò che è curioso, insolito, capace, quasi si trattasse di una sorta di mago, o più probabilmente di un astuto fenomeno da baraccone, di indovinare la crudeltà che suppura dalle persone (da quel che dicono, dai loro gesti, persino dalle loro espressioni), refrattario a qualsiasi genere di metodo razionale di indagine, trascurato fin quasi alla trasandatezza nel vestire e incapace di giustificare le sue intuizioni, è quanto di più lontano esista da un investigatore.


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