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Recensioni

Recensioni di libri a cura de “Il Consigliere Letterario”, Paolo Vitaliano Pizzato.

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L’antisemitismo razionale

Recnsione di “Il problema di Spinoza” di Irvin Yalom

Irvin Yalom, Il problema Spinoza, Neri Pozza

Irvin Yalom, Il problema Spinoza, Neri Pozza

Dal XVII al XX secolo sulle tracce di un legame talmente impalpabile da sembrare inesistente; dalla seconda metà del Seicento alla prima, tragica metà del Novecento per ritrarre, in modo volutamente squilibrato, partigiano, e nello stesso tempo con l’accuratezza e la puntualità dello storico, due figure tra loro distantissime, due poli opposti di un unico universo, quello del pensiero (e del suo tradimento, della sua mistificazione): un filosofo e un ideologo.


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Finché dura la corrente

Recensione di “La cresta dell’onda” di Thomas Pynchon

Thomas Pynchon, La cresta dell'onda, Einaudi

Thomas Pynchon, La cresta dell’onda, Einaudi

Il complotto contro l’America è un prodotto squisitamente americano; è l’aggravarsi inconsapevole del processo di involuzione di un organismo sociale la cui idea di libertà è impallidita nell’utilitaristico concetto di merce; è la contraddizione (inesplosa ma niente affatto dormiente) tra il diritto rivendicato all’autodeterminazione di ciascuno e di tutti e l’asservimento – che di momento in momento si fa più forte – di tutti e di ciascuno alle logiche del mercato, del profitto, all’imperativo categorico dell’assurdo che pretende una crescita continua all’interno di un mondo dalle risorse tutt’altro che infinite; è la menzogna planetaria di internet, luogo-non luogo dell’utopia finalmente realizzata, della “democrazia compiuta” imperante, dell’“informazione libera” diffusa a piene mani, della “verità” alla portata di tutti fondata sul controllo:


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L’era della malafede

Recensione di “Igiene dell’assassino” di Amélie Nothomb

Amélie Nothomb, L'igiene dell'assassino, Guanda

Amélie Nothomb, Igiene dell’assassino, Guanda

Non si odia quando si smette di amare, si odia (sgomenti, atterriti e in buona misura increduli) quando si comprende, senza possibilità d’errore, che non esistono ragioni per amare coloro che con tutte le nostre forze desidereremmo amare. L’odio, dunque, non è il passo conclusivo di un traumatico cortocircuito emotivo dapprima inghiottito nel silenzioso, impotente cono d’ombra della delusione e poi consumato nell’impetuosa irrazionalità della frustrazione e della rabbia; è il prodotto – esatto, gelido, implacabile – di un ferreo ragionare, il risultato incontestabile di unequazione; è la nuda presa d’atto di una verità evidente, la negazione netta di ogni possibile meccanismo di negazione, di qualsiasi giustificazione si possa concepire.


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La guerra di Berto

Recensione de “La colonna Feletti” di Giuseppe Berto

Giuseppe Berto, La colonna Feletti, Marsilio

Giuseppe Berto, La colonna Feletti, Marsilio

Il tono sommesso, crepuscolare, che sembra quasi raccontare in tono di scusa la guerra d’Etiopia, lo smarrimento italiano di fronte alla solennità della terra d’Africa, l’ingenua arroganza del conquistatore contrapposta alla dignità dell’invaso, dello sconfitto, l’umanità travolta dal conflitto e che al conflitto cerca di opporsi come può; rifugiandosi nella disciplina severa del soldato o rincorrendo senza sosta un significato, un’emozione, una scintilla, qualcosa capace di aiutare quel tempo e quei luoghi ad ancorarsi alla memoria, a farsi esperienza, a diventare vita: “Cercava di suscitare in sé una commozione, per rendere poi più facile e individuabile il ricordo.


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L’orso e il micio

Recensione di “Corpi al sole” di Agatha Christie

 

Agatha Christie, Corpi al sole, Mondadori

Agatha Christie, Corpi al sole, Mondadori

«Il mio lavoro è un po’ come il suo rompicapo, madame. Si mettono insieme i pezzi del mosaico… pezzi di ogni forma e colore… e ognuno deve combaciare con gli altri. Alle volte, poi, succede quello che è successo a lei, un momento fa, con quel pezzetto bianco. Si riesce a sistemare un gran numero di pezzi… si fa la selezione dei colori, ma tutt’a un tratto salta fuori un pezzo che per la forma e il colore dovrebbe adattarsi… a una pelle di orso, e invece si adatta alla coda di un micio». Così Hercule Poirot, l’infallibile investigatore creato da Agatha Christie, riassume, in Corpi al sole, il proprio metodo di indagine.


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Monotono forse, ma non di poco conto

Recensione di “Moll Flanders” di Daniel Defoe

Daniel Defoe, Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders, Rizzoli

Daniel Defoe, Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders, Rizzoli

“Defoe era un uomo anziano quando si fece romanziere, precedendo di molti anni Richardson e Fielding, e risultando veramente uno dei primi a dar forma al romanzo e a lanciarlo nel suo cammino. Ma non c’è bisogno di insistere troppo sul fatto del suo primato, se non per osservare che egli giunse alla propria attività di romanziere con certi concetti su quest’arte, derivati in parte dal suo essere uno dei primi a praticarla.Leggi tutto »Monotono forse, ma non di poco conto

I problemi sono opposti viandanti

Recensione di “Il paese di Solla Sulla “di Dr. Seuss

Dr. Seuss, il paese di Solla Sulla, Giunti

Dr. Seuss, il paese di Solla Sulla, Giunti

Come definire esattamente un’esistenza tranquilla? Quando è possibile considerarsi, se non felici, almeno sereni? Quanti guai e quante preoccupazioni ci possiamo attendere nella nostra vita per giudicarla gradevole? E, all’opposto, quante angosce, quanti problemi siamo disposti a tollerare prima di convincerci di essere il bersaglio preferito della malasorte? Verrebbe voglia di rispondere “nessuno”; nessuna angoscia, nessun problema, nessuna preoccupazione, nessun guaio, e di certo questo è ciò che ognuno di noi augura a se stesso: un orizzonte completamente privo di nubi. Ma è davvero possibile che un’eventualità di questo genere si verifichi?


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Ogni omissione è un mancato atto d’amore

Recensione di “Il tempo dell’attesa. La saga dei Cazalet II” di Elizabeth Jane Howard

 

Elizabeth Jane Howard, Il tempo dell'attesa, Fazi Editore

Elizabeth Jane Howard, Il tempo dell’attesa, Fazi Editore

Settembre 1939. Leggerezza, spensieratezza e perfino felicità sbiadiscono nel ricordo, impallidiscono nella memoria per far ritorno, come spettri, furie, erinni, nella rabbia e nello sdegno per l’illusoria “pace con onore” orgogliosamente rivendicata dal Primo Ministro Chamberlain.


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Di fronte al baratro

Recensione di “La donna in bianco” di Wilkie Collins

Wilkie Collins, La donna in bianco, Fazi Editore

Wilkie Collins, La donna in bianco, Fazi Editore

“Molti anni fa mi ritrovai nella tribuna pubblica della Corte di giustizia per assistere a un processo penale che si stava svolgendo a Londra. Nell’assistere al procedimento […] fui colpito dalla drammaticità con cui la Corte esaminò e ricostruì il caso, dopo aver ascoltato a turno ogni testimonianza.


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Il grande Bagonghi

Recensione di “Il Piccolo Re” di Andrea Campanella e Sonia Aloi

Andrea Campanella, Sonia Aloi, Il Piccolo Re, Tunuè

Andrea Campanella, Sonia Aloi, Il Piccolo Re, Tunuè

Avete presente Little Nemo? Il proto-eroe del Fumetto, il bambino che ogni sera, agli inizi del Novecento, sulle meravigliose tavole liberty di Winsor McCay, si addormentava nel suo lettino per vivere meravigliose avventure nel mondo dei suoi sogni? Ecco, proprio lui. Anche Giuseppe Bignoli è piccolo, davvero piccolo, decisamente Little. Piccolo d’età – è l’ultimo di quattro fratellini – e piccolo di statura: Giusepìn, come lo chiamano tutti, è infatti un nano. Anche lui vive a inizio Novecento, ma ben lontano dagli States di Nemo: lui è di Galliate, nella campagna novarese, abita in una cascina con la sua famiglia, con i tempi scanditi dalla vita agreste.


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