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Recensioni

Recensioni di libri a cura de “Il Consigliere Letterario”, Paolo Vitaliano Pizzato.

Cerca l’autore, il genere o il tema di tuo interesse, sono disponibili centinaia di recensioni.

I libri condannati a morte

Recensione di “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury

recensione Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Oscar Mondadori

L’utopia negativa disegnata da Ray Bradbury nel suo famosissimo romanzo Fahrenheit 451 è una delle più inquietanti dell’intera storia della letteratura. La paura che insinua è principalmente di natura psicologica, allo stesso tempo indistinta e acuta, come l’ansia provocata dal buio; i suoi personaggi (tanto le figure positive quanto quelle negative) si muovono in uno scenario d’incubo nel quale ogni possibilità d’autonomia – di pensiero, di sentimento, d’azione – è cancellata alla radice, e dove l’uomo è stato spogliato di tutto ciò che lo rende tale e trasformato nel vuoto simulacro di se stesso.


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L’eterna vigilanza per la libertà

Recensione de “La società aperta e i suoi nemici” di Karl R. Popper

Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, Armando

Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, Armando

Il più diffuso luogo comune sulla filosofia la qualifica, impietosamente, come disciplina incomprensibile e, quel che è peggio, del tutto inutile. Il fatto che questi giudizi in qualche raro caso risultino inconfutabili (il luogo comune, del resto, è banale ma non necessariamente falso) dimostra soltanto che anche nelle più miopi sentenze si può trovare un fondo di verità e rischia di allontanare schiere di lettori da opere di grande valore e di ancor maggior importanza.


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Foster Wallace, l’alchimista del romanzo

Recensione di “Infinite Jest” di David Foster Wallace

David Foster Wallace, Infinite Jest, Einaudi

David Foster Wallace, Infinite Jest, Einaudi

Nel panorama della grande letteratura americana, e in special modo tra quegli autori le cui opere sono caratterizzate da particolarissime atmosfere sospese tra iperrealismo e surrealismo, David Foster Wallace occupa sicuramente un (meritato) posto d’onore.


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Quando in cattedra siede Superman

Recensione di “La fisica dei Supereroi” di James Kakalios

James Kakalios, La fisica dei supereroi, Einaudi

James Kakalios, La fisica dei supereroi, Einaudi

Con ogni probabilità, la miglior illustrazione del senso di un’opera piacevole e divertente come La fisica dei supereroi di James Kakalios, docente di fisica e astronomia all’Università del Minnesota, si ritrova in una battuta pronunciata da Robert Redford, agente non operativo della Cia nel bellissimo film I tre giorni del Condor: “Gran parte delle cose che conosco le ho imparate leggendo i fumetti”.


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Mahfuz, poeta della realtà

Recensione di “Tra i due palazzi” di Naghib Mahfuz

Naghib Mahfuz, Tra i due palazzi, Pironti

Naghib Mahfuz, Tra i due palazzi, Pironti

C’è qualcosa di sorprendentemente poetico nel realismo del grande scrittore egiziano Naghib Mahfuz, premio Nobel per la letteratura nel 1988. La sua prosa, pur essendo ricordo, analisi, resoconto, descrive tutto con puntualità e precisione ma senza aridità, e con magistrale naturalezza penetra fin dentro al cuore delle cose, svelandone l’essenza.


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La storia, lungo il fiume

Recensione di “Il mulino del Po” di Riccardo Bacchelli

 

Riccardo Bacchelli, Il mulino del Po, Mondadori

Riccardo Bacchelli, Il mulino del Po, Mondadori

Romanzo storico e saga familiare, Il mulino del Po, capolavoro di Riccardo Bacchelli, è un grandioso affresco, di raro splendore letterario, che, nell’arco di poco più di un secolo che va dalla fine del dominio napoleonico allo scoppio del primo conflitto mondiale, racconta le vicende di quattro generazioni di una famiglia di mugnai, gli Scacerni.


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L’amore confinato in un ghetto

Recensione di “Il pozzo della solitudine” di Radclyffe Hall

recensione - Marguerite Radclyffe Hall, Il pozzo della solitudine

Marguerite Radclyffe Hall, Il pozzo della solitudine

 

Sceglie l’elegante veste del romanzo Marguerite Radclyffe Hall (che fin da giovane rinunciò al proprio nome di battesimo e si fece chiamare John) per raccontare, ne Il pozzo della solitudine, il suo lavoro più noto e discusso, pubblicato nel 1928, una dolente storia di emarginazione e sacrificio: quella di Stephen Gordon – con ogni probabilità alter ego dell’autrice – figlia omosessuale di una coppia di aristocratici inglesi.


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Thomas Mann, scienziato e filosofo della vita

Recensione di “La montagna incantata” di Thomas Mann

Thomas Mann, La montagna incantata, Corbaccio

Thomas Mann, La montagna incantata, Corbaccio

Si fonda sul paradosso “La montagna incantata” di Thomas Mann, uno dei grandi romanzi della storia della letteratura. Un paradosso che sembra avere il proprio centro di gravità nel protagonista del romanzo, il giovane ingegnere Hans Castorp, ma che fin dalle prime pagine si svela nel complessivo disegno dell’opera. Guardando all’uomo nella sua unità di corpo e spirito, Mann compie una scelta ardita: racchiude nel particolarissimo microcosmo di un sanatorio per tubercolotici l’intera esperienza di vita di un singolo.

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Il dono di Alce Nero

Recensione di “Alce Nero parla” di John J. Neihardt

John G. Neihardt, Alce Nero parla, Adelphi

John G. Neihardt, Alce Nero parla, Adelphi

Rimase ancora in silenzio qualche minuto; poi disse qualcosa a un suo nipotino, che era seduto vicino a noi, e il ragazzo si diresse di corsa verso una capanna di tronchi in cima al colle. Ritornò con un ornamento sacro, il quale, come poi venni a sapere, era appartenuto al padre di Alce Nero (anche lui stregone), e per molti anni padre e figlio se ne erano serviti nelle loro cerimonie sacre.


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Il mestiere di vivere. Secondo Goncarov

Recensione di “Oblomov” di Ivan Goncarov

 

Ivan Goncarov, Oblomov, Rizzoli

Ivan Goncarov, Oblomov, Rizzoli

Difficile trovare, nell’intera storia della letteratura, un personaggio simile a Oblomov, protagonista dell’omonimo romanzo di Ivan Goncarov. Descritto, proprio all’inizio del libro, come “un uomo di circa trentadue anni, di media statura, di aspetto piacente, con gli occhi di un grigio scuro”, Oblomov non ha particolarità fisiche evidenti; a spiccare, invece, è il suo carattere, il suo modo di vedere il mondo, che Goncarov, con grande acutezza, presenta al lettore immediatamente dopo aver disegnato i tratti del volto della sua creatura.


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