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Recensioni

Recensioni di libri a cura de “Il Consigliere Letterario”, Paolo Vitaliano Pizzato.

Cerca l’autore, il genere o il tema di tuo interesse, sono disponibili centinaia di recensioni.

L’Europa dilaniata dalla realtà e dal sogno

Recensione di “Europe Central” di William T. Vollmann

recensione William T. Vollmann, Europe Central, Mondadori

William T. Vollmann, Europe Central, Mondadori

Storia e invenzione. La puntuale, dettagliata ricostruzione del passato che scolora nello sconfinato orizzonte della fantasia e di nuovo riemerge, in forma di cronaca, o di testimonianza. Il Novecento che William T. Vollmann, uno dei massimi autori americani contemporanei, disegna in Europe Central (vincitore del National Book Award nel 2005) è un delirante viaggio tra nazismo e comunismo, un tragico e grottesco peregrinare lungo il filo rosso che lega due tra le più feroci dittature della storia.


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Cascarci sempre

Recensione de “Il circolo Pickwick” di Charles Dickens

 

recensione Charles Dickens, Il circolo Pickwick, Oscar Mondadori

Charles Dickens, Il circolo Pickwick, Oscar Mondadori

 
A differenza di quanto comunemente si crede, Dickens non è uno scrittore per ragazzi; i suoi romanzi non sono ingenui, né l’universo morale che costruisce può dirsi semplice, o peggio scontato. Spesso nelle sue pagine è l’oscurità a serpeggiare, la tenebra dei peggiori sentimenti umani a palpitare, e il controcanto lieve, spensierato, che l’autore affida all’agire di alcuni personaggi o alla descrizione di determinati momenti altro non rappresenta se non la complessità, la varietà della vita, inestricabile groviglio di tragedia e commedia.
La maestria nell’utilizzo del bagaglio narrativo comico-brillante permette a Dickens di mascherare la forza d’urto dei suoi lavori; in qualche modo lo rende uno scrittore “adatto a tutte le età” ma nello stesso tempo ne cela la profondità, la ricchezza, l’inquietante splendore.


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Oltre i confini dell’irrazionale

Recensione di “La stella di Ratner” di Don DeLillo

recensione Don DeLillo, La stella di Ratner, Einaudi

Don DeLillo, La stella di Ratner, Einaudi

 

Contro il giorno di Thomas Pynchon, un vorticoso giro di giostra scientifico-matematico attorno a cui ruota un intero universo di irresistibili follie, ha un modello letterario. Si tratta di La stella di Ratner, romanzo che Don DeLillo – il solo scrittore, pare, che Pynchon si degni di frequentare – ha pubblicato nel 1976. Ne La stella di Ratner si racconta l’esperienza vissuta dal più giovane premio Nobel del mondo, il quattordicenne Billy Twillig, geniale mente matematica. Billy deve decifrare un messaggio di probabile origine aliena, un segnale proveniente dalla stella di Ratner che nessun scienziato è ancora riuscito a decodificare. Così, viene prelevato da casa e condotto in un centro di ricerca segretissimo, dove lavorano le migliori menti del pianeta.


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Nel cono d’ombra del mondo

Recensione di “Il dicembre del professor Corde” di Saul Bellow

recensione Saul Bellow, Il dicembre del professor Corde

Saul Bellow, Il dicembre del professor Corde

 

Albert Corde è un docente universitario. È americano. L’insegnamento per lui è un tentativo, una prova, una scommessa; è un codice attraverso il quale provare a comprendere il mondo, o meglio tutto ciò che ne mina l’ordine, il senso. Dolore, violenza, ingiustizia, odio; il caos è in grado di manifestarsi sotto molti aspetti, e Corde, impotente di fronte alle devastazioni che produce, può soltanto cercare di capirlo, di arginarlo con lo studio, la conoscenza.


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Una donna di nome Edith

Recensione di “L’età dell’innocenza” di Edith Wharton

 

Edith Wharton, L'eta dell'innocenza, Corbaccio

Edith Wharton, L’eta dell’innocenza, Corbaccio

Quel che colpisce maggiormente, in Edith Wharton, è la piena sincerità della scrittura. Nei suoi romanzi, infatti, l’autrice presenta se stessa e le sue convinzioni senza mascheramenti, senza paure. Prima di ogni altra cosa, le sue pagine sono coraggiose, nobili. Ne L’età dell’innocenza, una delle sue opere più famose, l’autrice narra l’amore intensissimo e “impossibile” tra Ellen Olenska e Newland Archer – ostaggi delle rigide e spesso ipocrite convenzioni dell’alta società newyorkese di fine Ottocento di cui fanno parte – e nel farlo si scaglia, colma di sdegno e rabbia, proprio contro quelle regole, e contro la soffocante organizzazione sociale che ne deriva.


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Spionaggio psicologico

Recensione di “Il fattore umano” di Graham Greene

Graham Greene, Il fattore umano, Mondadori

Graham Greene, Il fattore umano, Mondadori

Difficile che un romanzo di spionaggio offra più di una trama coinvolgente, un buon crescendo della tensione, qualche azzeccato colpo di scena, una conclusione all’altezza delle premesse (e delle aspettative suscitate nel corso della lettura). Difficile, dicevo, a meno che l’autore non sia Graham Greene. Indiscusso maestro del genere, ma soprattutto finissimo narratore, Greene “contamina” (in realtà sarebbe più esatto dire arricchisce, impreziosisce) i suoi intrecci stemperandoli nell’ironia, in qualche caso parodiandoli apertamente, oppure utilizzandoli come mera facciata dietro la quale costruire approfondite riflessioni psicologiche o veri e propri studi sul comportamento umano.


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Il cuore dell’uomo messo a nudo

Recensione di “La montagna dell’anima” di Gao Xingjan

recensione di Gao Xingjian, La montagna dell'anima, BUR

Gao Xingjian, La montagna dell’anima, BUR

Una prosa evocativa, potente, che sembra avere lo stesso respiro della natura che descrive e partecipare della sua sovrumana immortalità, dell’eterna circolarità del suo tempo, scandito dall’alternarsi delle stagioni. Ne La Montagna dell’Anima, Gao Xingjian, Premio Nobel per la letteratura nel 2000, racconta di un viaggio diverso da qualsiasi altro.


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L’accademica ironia di Nabokov

Recensione di “Pnin” di Vladimir Nabokov

 

Vladimir Nabokov, Pnin, Adelphi

Vladimir Nabokov, Pnin, Adelphi

Pninizzato. Curioso termine (non dissimile, per certi versi, dal minaccioso avvertimento “Sarete tartufato!» di Molière) che significa acquisire atteggiamenti e forma mentis di Timofej Pnin, professore di lingua russa in una sconosciuta università della provincia americana e protagonista di un irresistibile romanzo di Vladimir Nabokov.


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La (ri)scoperta dell’America

William Least Heat-Moon, Strade blu., Einaudi

William Least Heat-Moon, Strade blu., Einaudi

Bisogna stare attenti ai pensieri che vengono di notte; non hanno la giusta direzione, arrivano a tradimento da luoghi remoti e son privi di senso e di limiti. Prendiamo ad esempio l’idea che mi è venuta il 17 febbraio, un giorno di speranze distrutte, il giorno in cui ho saputo di aver perso il posto di insegnante d’inglese per il calo degli iscritti al college e in cui mia moglie, dalla quale ero separato da nove mesi, nel corso della telefonata in cui le davo la triste notizia si è lasciata sfuggire che aveva un «amico», Rick, o Dick o Chick, qualcosa del genere.


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Orwell, o della tortura

Recensione di “1984” di George Orwell

recensione 1984, George Orwell, Oscar Mondadori

1984, George Orwell, Oscar Mondadori

1984, assieme a La fattoria degli animali (la recensione, se vi interessa, la trovate qui) è probabilmente il romanzo più noto di George Orwell. Queste righe, perciò, non sono in senso stretto un consiglio di lettura (perché la gran parte di voi ha di certo già letto l’opera), piuttosto un invito a riprendere in mano il libro.