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Storico

Recensioni di libri di genere storico a cura de “Il Consigliere Letterario”.

Riflesso di un’incombente oscurità

Recensione di “La famiglia Moskat” di Isaac B. Singer

Isaac B. Singer, La famiglia Moskat, Tea

Città prigione dove una dinastia nasce e si consuma, orizzonte angusto e chiuso al cui interno ricchezze crescono e si dissolvono, Varsavia, silenziosa e fredda, distante da coloro che la affollano, che cercano di viverla, che spendono i loro giorni affannati nella penombra delle case, nell’esibita povertà delle strade, nella bellezza pallida e sfiorita dei giardini, è la principale protagonista de La famiglia Moskat (in Italia pubblicato da Tea nella traduzione di Bruno Fonzi), riconosciuto capolavoro di Isaac Bashevis Singer.

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L’oscuro eroismo della tenacia

Recensione di “Furore” di John Steinbeck

John Steinbeck, Furore, Bompiani

“Non si dissero altro quella sera. Mangiarono, parlarono, risero, poi venne il momento di far dormire Cristiano. Emma si chiuse in camera, sistemò il piccolo nella culla e rimase con lui finché non si addormentò. Il ragazzo la aspettò in bagno, appoggiato al lavandino, il libro aperto davanti a sé che guardava senza vedere. Le pagine coperte da una fitta, indecifrabile foresta d’inchiostro; le parole che lui così tanto amava e in quel momento non gli erano di nessun aiuto.

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Ignotus par ignotius

Recensione di “L’opera al nero” di Marguerite Yourcenar

Marguerite Youcenar, L’opera al nero, Feltrinelli

Il XVI secolo mirabilmente raccontato da Marguerite Yourcenar ne L’opera al nero è un mondo in bilico, un mondo che sembra prossimo al risveglio, aperto alla modernità della scienza e alle sue rivoluzionarie conquiste e nello stesso tempo ancora legato alle suggestioni alchemiche, alle credenze e alle superstizioni; un mondo nel quale gli opposti si sfiorano, dove la magia può ancora essere una delle forme in cui si manifesta il procedere della ragione, o la geniale scintilla di una intuizione.Leggi tutto »Ignotus par ignotius

L’ombra del fiume e della volontà di Dio

Recensione di “Ombre sull’Hudson” di Isaac B. Singer

Isaac B. Singer, Ombre sull’Hudson, Tea

New York, alla fine degli anni Quaranta, è allo stesso tempo un rifugio e una prigione. Agli occhi di un gruppo di ebrei sopravvissuti all’immane tragedia dello sterminio nazista la città offre protezione, sicurezza, finanche riposo, mai i suoi silenzi, la sua tranquillità apparente, la distanza quasi incolmabile (eppure non sufficiente) che la divide da quell’Europa d’incubo dove si accumulano milioni di cadaveri, dove la guerra appena conclusa tortura incessantemente i corpi e le anime di coloro che sono scampati ai suoi artigli, restituiscono l’eco degli orrori perpetrati e subiti e con esso la scandalosa, radicale assenza di qualcosa che possa anche solo somigliare a una ragione, a un perché, a un disegno, a una volontà per quanto oscura e indecifrabile.Leggi tutto »L’ombra del fiume e della volontà di Dio

L’apparenza e la realtà

Recensione di “Madre notte” di Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut, Madre notte, Feltrinelli

La prosa di Kurt Vonnegut non ha confini, abbraccia l’universale. È genialmente grottesca, certo, è ironica, beffarda, perfida, ma è soprattutto stralunata. Sembra che Vonnegut riesca ad affrontare ogni argomento, anche il più drammatico, con un’alzata di spalle e un sorriso disarmante; e che in tal modo riesca a disinnescarne la pericolosità, a esorcizzarne fantasmi e paure.

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Un cane, una gatta e la metà di niente

Recensione di “Il simpatizzante” di Viet Thanh Nguyen

Viet Thanh Nguyen, Il simpatizzante, Neri Pozza

Saigon, aprile 1975. La guerra del Vietnam è prossima al suo epilogo. Le forze comuniste guidate da Ho Chi Minh e la guerriglia Vietcong stanno per avere ragione dei loro avversari. L’esercito sudvienamita e le milizie loro alleate, qualla americana in testa, non possono fare altro che prendere atto della disastrosa situazione in cui si trovano; Saigon, ormai accerchiata, attende solo la capitolazione, mentre in ogni strada, in ogni casa, in ogni angolo ciascuno cerca una via d’uscita dall’incubo, un posto per sé e i propri cari su uno dei tanti mezzi pronti all’evacuazione.


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Il mito sanguinoso della Frontiera

Recensione di “Meridiano di sangue” di Cormac McCarthy

Cormac McCarthy, Meridiano di sangue, Einaudi

Cormac McCarthy racconta di un tempo che sembra appartenere all’infanzia del mondo, e di luoghi che conservano una sorta di letale purezza, quasi fossero angoli d’Eden precipitati nel fango a causa del peccato dell’uomo. La realtà narrata dallo scrittore americano, dalla sua prosa forte, aspra, che attanaglia le viscere, colma il cuore d’emozione e gli occhi di pianto, conserva un’anima primitiva, incorrotta, solenne e selvaggia, allo stesso tempo splendida e abietta.


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La chirurgica perversione

Recensione di “Il supplizio del legno di sandalo” di Mo Yan

Mo Yan, Il supplizio del legno di sandalo, Einaudi

Il chiavistello del re degli inferi, i 500 tagli, il supplizio del legno di sandalo. Tre diverse tecniche di tortura, atroci fin nel nome, promessa di indicibili sofferenze, sono nel medesimo tempo pretesto e sostanza narrativa dello splendido e terribile romanzo di Mo Yan intitolato Il supplizio del legno di sandalo.


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Una stoffa liscia e compatta

Recensione di “Golden Hill” di Francis Spufford

Francis Spufford, Golden Hill, Bollati Boringhieri

“Be’, i romanzi li detesto ancora. Continuano a sembrarmi dei tessuti composti da esagerazioni, semplificazioni, una dolcezza che falsifica; e adesso questa verità la conosco, per così dire, dall’interno, avendone scritto uno anch’io e verificato quali trucchi ed espedienti sono richiesti per tirare fuori un punto di vista parzialissimo, un panno sbrindellato più buchi che fili, e trasformarlo in quella che sembra una stoffa liscia e compatta”.


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La composta perfezione di un arazzo

Recensione di “Il libro dei bambini” di Antonia S. Byatt

A.S. Byatt, Il libro dei bambini, Einaudi

Cosa potrebbe succedere se si decidesse di forzare qualcosa che, pur essendo inevitabile, giunge senza preavviso? Quali conseguenze può scatenare una sfida lanciata al destino, al caso, alla vita? Quale misterioso peccato si commette nel momento in cui si decide che la bellezza, che prima o poi dovrà comunque attraversare la strada della nostra esistenza, può essere addomesticata, resa mansueta, e condotta obbediente fino alla porta di casa? È forse tracotanza fabbricare le corde che cattureranno lo spirito errabondo della felicità?Leggi tutto »La composta perfezione di un arazzo