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Teatro

Un teatro di miracoloso furore

Recensione di “La tempesta” di William Shakespeare

 

William Shakespeare, La tempesta, Newton Compton

William Shakespeare, La tempesta, Newton Compton

“Shakespeare ama la composita complessità, l’intreccio delle cose, della vita; ama la totalità e il suo inverarsi, intanto nella concretezza delle situazioni singole e particolari, ama il canto e il controcanto. «Non appartenne a un’epoca, ma a tutti i tempi» – di lui dirà Ben Jonson; ma nulla si lascia nel frattempo sfuggire di ciò che è più immediato, legato al momento, al brillio fascinoso dell’attimo, precario e perituro.


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Come scoiattoli chiusi in una gabbia

Recensione di “La patente” di Luigi Pirandello

recensione Luigi Pirandello, La patente e altri unici, Alphaville

Luigi Pirandello, La patente e altri unici, Alphaville

Nel grottesco, tragicomico orizzonte del teatro di Luigi Pirandello l’uomo è nello stesso tempo protagonista e naufrago, unico polo d’attrazione delle storie raccontate e vittima designata di quelle stesse vicende, che paiono costruite apposta per ritorcersi contro di lui, quasi fossero pronte a consumare una vendetta preparata da tempo.

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La vana ricerca d’assoluto dell’amore degli uomini

Recensione di “Exiles” di James Joyce

 

James Joyce, Exiles, Edizioni Studio Tesi

James Joyce, Exiles, Edizioni Studio Tesi

Le sotterranee, gelide correnti del dubbio, l’assillo estenuante del sospetto, la volontà disperata di liberarsene (dimostrazione di forza interiore e di coerenza con i propri convincimenti) e il desiderio irresistibile dell’incertezza e della sua tortura, di una sofferenza acuta, terribile, ma comunque preferibile alla definitiva sentenza della verità. Questi gli oscuri, fluidi confini che James Joyce esplora in Esuli, la sua unica opera scritta per il teatro.


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Volti deformi dietro scintillanti maschere comiche

Recensione di “Il Tartufo” di Molière

molière, Il tartufo, Garzanti

Molière, Il Tartufo, Garzanti

La scrittura intesa come occasione di verità; la sua interpretazione, preferibilmente recitata sul palcoscenico di un teatro, considerata quale strumento principe della sua diffusione; infine l’artista, che nella molteplice veste di regista, attore e autore si assume il compito di leggere il reale, di comprenderlo e svelarlo, raccontandolo con voce forte e decisa.


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Uomini e donne alla periferia di ogni cosa

Recensione di “L’arialda” di Giovanni Testori

Giovanni Testori, L'Arialda, Feltrinelli

Giovanni Testori, L’Arialda, Feltrinelli

La Milano florida e soddisfatta di sé del boom economico è un orizzonte lontano e amaro per gli eroi popolari di Giovanni Testori, esercito derelitto di uomini e donne che nella veemenza del carattere cela la vergogna per la propria condizione e allontana come può il fastidioso imbarazzo della miseria. La povertà materiale è la loro tragedia; l’assenza di mezzi e possibilità la condanna che devono scontare in vita; la rinuncia ai sogni la misura della loro straziante quotidianità. Leggi tutto »Uomini e donne alla periferia di ogni cosa

La verità canzonata in palcoscenico

Recensione di “L’importanza di essere onesto” di Oscar Wilde

Oscar Wilde, L'importanza di essere onesto. Mondadori

Oscar Wilde, L’importanza di essere onesto, Mondadori

 
Londra, St. James’s Theatre, 14 febbraio 1895. Debutta, ottenendo uno straordinario successo di pubblico, The importance of being Earnest di Oscar Wilde (L’importanza di essere onesto, volonterosa ma insufficiente, e insoddisfacente, traduzione italiana del titolo, paga l’impossibilità di salvare il gioco di parole tra l’aggettivo, earnest, e il nome proprio di uno dei personaggi, Ernest, che caratterizza lo svolgersi della pièce). Ultimo lavoro teatrale del grande autore irlandese, la commedia è un assoluto capolavoro letterario.


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L’uomo comune di Menandro: l’antieroe senza eroi

Recensione di “Il misantropo” di Menandro

Menandro, Il misantropo, BUR

Menandro, Il misantropo, BUR

Intatta quanto a forza comica e vivacità espressiva rispetto alla commedia antica aristofanesca, la commedia nuova di Menandro se ne differenzia in un punto fondamentale; mentre nelle opere di Aristofane è centrale la difesa della polis, della superiorità etica e politica di Atene (ai suoi tempi minacciata e già in piena decadenza, ma sostanzialmente ancora viva), in quelle di Menandro il destino della Grecia, ormai segnato, perde del tutto d’importanza.


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Il tragicomico destino di Falstaff

Recensione di “Le allegri comari di Windsor” di William Shakespeare

recensione - William Shakespeare, Le allegre comari di Windsor, BUR

William Shakespeare, Le allegre comari di Windsor, BUR

Nessun autore più di William Shakespeare ha saputo donare alla letteratura personaggi indimenticabili e immortali; non semplicemente modelli per la costruzione dei caratteri a venire, ma autentiche incarnazioni dei vizi, delle passioni, delle ossessioni, dei nobili sentimenti e delle abiezioni che ne contraddistinguono l’agire sulla scena:Leggi tutto »Il tragicomico destino di Falstaff

Il peccato originale dell’umanesimo

Recensione di “Mandragola” di Niccolò Machiavelli

 

recensione - Niccolò Machiavelli, Mandragola, BUR

Niccolò Machiavelli, Mandragola, BUR

“Si rida dunque degli errori degli uomini, poiché è sforzo vano cercare di correggerli”. Attribuita a Niccolò Machiavelli, questa amara, disincantata sentenza costituisce la morale (se di morale è il caso di parlare) e il senso ultimo del suo capolavoro comico, La Mandragola, commedia in cinque atti considerata dalla critica una delle opere più belle e importanti dell’intera storia della letteratura.


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