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Il console che abitò all’inferno

Recensione di “Sotto il vulcano” di Malcolm Lowry

 
Malcolm Lowry, Sotto il vulcano, Feltrinelli

Malcolm Lowry, Sotto il vulcano, Feltrinelli

“Una Divina Commedia ubriaca”. Così ha definito l’autore, l’inglese Malcolm Lowry, la sua opera maggiore, quel Sotto il vulcano unanimemente considerato uno dei romanzi più significativi del Novecento, scritto con il furore ossessivo della confessione, alimentato dall’urgenza bruciante del senso di colpa, dal bisogno insopprimibile di espiazione e nonostante ciò mascherato, quasi pagina dopo pagina, da storia d’amore, metafisica riflessione sul senso del tempo, dell’esistere e di Dio, enciclopedico (e volutamente sterile) saggio sui più disparati campi del sapere umano (dall’antropologia all’esoterismo alla chimica), e non ultimo dal delirio lucido di una deriva individuale cui è rimasta soltanto la forza di guardarsi allo specchio.Leggi tutto »Il console che abitò all’inferno

Perché il mondo è fatto solo di respiro

Recensione di “Oltre il confine” di Cormac McCarthy

 

Cormac McCarthy, Oltre il confine, Einaudi

Cormac McCarthy, Oltre il confine, Einaudi

Un romanzo d’amore, un romanzo d’avventura, un romanzo di formazione. E il racconto di un viaggio, del pensoso peregrinare di un’anima fin nel cuore oscuro e intangibile della natura. Oltre il confine, secondo volume della Trilogia della Frontiera di Cormac McCarthy (del primo, lo splendido Cavalli selvaggi, ho già scritto in questo blog), è un miracolo di scrittura, una vertigine di bellezza, perfezione stilistica, profondità tematica e intensità emotiva che sembra avere il potere di reinventare il concetto stesso di romanzo.


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Con gli occhi, e il cuore, di Caulfield

Recensione di “Il giovane Holden” di J.D. Salinger

 

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi

Lo stile asciutto, diretto; la narrazione in prima persona, che rende superflua qualsiasi mediazione e trascina immediatamente il lettore nel bel mezzo del racconto; la prosa ruvida, potente, e fluida come riesce a essere soltanto il linguaggio parlato; il protagonista adolescente, icona di una generazione e poi di infinite altre, smarrito come lo siamo tutti di fronte alla vita, audace e ingenuo nell’affrontarla a muso duro, e spavaldo, spaventato, sicuro di sé e insieme talmente roso da dubbi e incertezze da non aver la forza di aprire gli occhi, o di respirare.Leggi tutto »Con gli occhi, e il cuore, di Caulfield

Nell’amore, nel dolore, nella vita

Recensione di “Nemico, amico, amante…” di Alice Munro

recensione Alice Munro, Nemico, amico amante... Einaudi

Alice Munro, Nemico, amico amante… Einaudi

 

La scrittura naturalmente fluida; la bellezza semplice e quasi disadorna di parole che sembrano attraversare tutto ciò di cui raccontano, coglierne l’esatto senso e offrirlo in dono al lettore; le atmosfere sospese, abbracciate nell’attimo in cui le cose, le grandi come le piccole, stanno per verificarsi; la vita, inafferrabile ma non per questo sfuggente, materia narrativa capace di rinnovarsi ogni giorno e per questa ragione colta con entusiasmo rispettoso, con una partecipazione intensa e nello stesso tempo pacata, con un’attenzione ai dettagli che assume i contorni dolcissimi e commoventi di una dimostrazione d’amore.

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Soli, nei letti degli altri

Recensione di “Coppie” di John Updike

 

recensione John Updike, Coppie, Guanda

John Updike, Coppie, Guanda

In base a quali indizi è possibile diagnosticare, con assoluta certezza, la malattia, la degenerazione morale e civile di una società? Quanto lontano da ciò che è universalmente ritenuto accettabile, dignitoso, buono, possono spingersi i suoi componenti per essere ritenuti colpevoli, e come tali processati e condannati?


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In un’alba di macerie e desideri

Recensione di “Fiesta (il sole sorgerà ancora)” di Ernest Hemingway

recensione Ernest Hemingway, Fiesta (il sole sorgerà ancora), Mondadori

Ernest Hemingway, Fiesta (il sole sorgerà ancora), Mondadori

Nel vuoto palcoscenico di città ridotte alle luci e ai tavoli di locali e bistrot, un gruppo di amici, reduci di guerra (e ancor più di vita, sopravvissuti a un’esistenza di cui non comprendono il senso, lo scopo), sembra lottare contro il tempo opponendo al suo scorrere una resistenza passiva fatta di incontri e ozio, di chiacchiere torrenziali e innocue, studiate per restare alla superficie di ogni cosa ed evitare prese di posizione, responsabilità e il tocco gelido della verità. Leggi tutto »In un’alba di macerie e desideri

Così vicini, così lontani

Recensione di “Elevator” di Lucia Grassiccia

 

Lucia Grassiccia, Elevator, Prospero Editore

Lucia Grassiccia, Elevator, Prospero Editore

Se è vero che l’unico amore eterno è quello impossibile, allora Lucia Grassiccia ha trovato le parole giuste per dimostrarcelo. Se è vero che ogni dolore è scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro, e non basta un’eternità a cancellarlo, allora Lucia Grassiccia ha trovato un modo per dircelo. Se è vero che ognuno si tiene stretta la solitudine come se fosse un’ancora o uno scudo, anche quando gli altri sono così prossimi da sembrare incollati come cemento armato, allora Lucia Grassiccia ha colto l’essenza della nostra attuale condizione di umani.


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Non si risolve una tragedia nascondendola

Recensione di “Un dramma borghese” di Guido Morselli

recensione - Guido Morselli, Un dramma borghese, Adelphi

Guido Morselli, Un dramma borghese, Adelphi

Nella prigione di un corpo malato, che rende soffocante e insopportabile anche la raffinata ospitalità di un albergo, l’accogliente organizzazione delle camere, la sobria architettura degli spazi comuni; e da qui nell’abisso di un rapporto mai nato e d’improvviso esploso in una forma d’amore corrotta, disturbata, ossessiva, in un furente germogliare di irrazionale passione, in una pretesa d’esclusività sorda alla colpa e alla vergogna e testardamente ignara della realtà e delle sue regole, del vivere sociale e delle sue leggi, della morale e dei suoi dettati.


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Tra il dio dell’amore e il dio della guerra

Recensione di “Marte in Ariete” di Alexander Lernet-Holenia

recensione - Alexander Lernet-Holenia, Marte in Ariete, Adelphi

Alexander Lernet-Holenia, Marte in Ariete, Adelphi

Da una parte la danza dionisiaca dello spirito, l’immateriale universo di pensieri, desideri e sentimenti il cui respiro libero non conosce restrizioni di sorta e ignora, con fanciullesca indifferenza, persino l’ordinato scorrere del tempo e le leggi della fisica; dall’altra l’imperio soffocante della materia, la dittatura spietata del reale, contro cui anche il più nobile dei sogni è destinato a infrangersi.


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La parabola di un epilettico

Recensione de “L’idiota” di Fedor Dostoevskij

recensione Fedor Dostoevskij, L'idiota, Rusconi

Fedor Dostoevskij, L’idiota, Rusconi

Malato perché epilettico, perché innocente, perché “completamente buono” e incapace di meschinità, di viltà; malato perché spettatore della vita (della propria prima che di quella altrui), perché spaventato dall’idea stessa di volere, di desiderare, di anteporre se stesso al prossimo; malato di misericordia, d’amore, di pietà, ma soprattutto di solitudine, il principe Myskin, protagonista de L’idiota di Fedor Dostoevskij, racchiude nella sua anima vergine gli estremi opposti dell’essenza e della negazione dell’umano.


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