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Una parola terribile

Recensione di “Il treno era in orario” di Heinrich Böll

Heinrich Böll, Il treno era in orario, Mondadori

Heinrich Böll, Il treno era in orario, Mondadori

“Presto. Presto. Presto. Presto. Ma quand’è, presto? Che terribile parola: presto. Presto può essere tra un secondo, presto può essere tra un anno. Presto è una parola terribile. Quel presto comprime il futuro, lo rimpicciolisce, e non c’è nulla di certo, nulla di nulla, è l’incertezza assoluta. Presto non è nulla e presto è molte cose. Presto è tutto. Presto è la morte…”.

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Stretto nella parola del dio

Recensione di “Edipo a Colono” di Sofocle

Sofocle, Edipo a Colono, Garzanti

Sofocle, Edipo a Colono, Garzanti

“Molti nel passato m’hanno detto lo sterminio rosso dei tuoi occhi. Quindi so chi sei, tu, figlio di Laio […]. Questi stracci, la faccia disgraziata gridano che sì, sei tu […]. Ti capisco. Mi sono fatto uomo anch’io in casa d’altri, come te. La morte in faccia, ho visto, più di chiunque, in scontri e rischi in terre strane. Perciò non volgerei le spalle a un pellegrino, come te, ora, senza tentare di risollevarlo. Sono solo un uomo. Giorno teso nel futuro non è proprietà mia: no, non più che tua”.


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Una città che tutti ci contiene

Recensione di “Trilogia della città di K.” di Agota Kristof

 
Agota Kristof, Trilogia della città di K., Einaudi

Agota Kristof, Trilogia della città di K., Einaudi

Un romanzo che è diario, e confessione, e invenzione. Un romanzo che svela se stesso attraverso una scrittura potente e misteriosamente trattenuta, generosa e timida, che si fa rifugio e si sforza di offrire protezione non tanto dal dolore (inevitabile per ognuno di noi) ma da ciò che lo rende insopportabile; il suo irrompere improvviso e la sua incomprensibilità.


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Quadri di vita di dolorosa bellezza

Recensione di “Gli zii di Sicilia” di Leonardo Sciascia

 
Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia, Adelphi

Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia, Adelphi

Una scrittura elegante e potente. Energica, puntuale, ricca, rigorosa nel dettaglio descrittivo e tuttavia sfumata, multiforme, capace di sfuggire alla realtà reinventandola almeno in parte, di giocare con la verità confondendola con l’apparenza, di mescolare la veglia e il sogno rendendoli quasi indistinguibili l’una dall’altro.


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In un’alba di macerie e desideri

Recensione di “Fiesta (il sole sorgerà ancora)” di Ernest Hemingway

recensione Ernest Hemingway, Fiesta (il sole sorgerà ancora), Mondadori

Ernest Hemingway, Fiesta (il sole sorgerà ancora), Mondadori

Nel vuoto palcoscenico di città ridotte alle luci e ai tavoli di locali e bistrot, un gruppo di amici, reduci di guerra (e ancor più di vita, sopravvissuti a un’esistenza di cui non comprendono il senso, lo scopo), sembra lottare contro il tempo opponendo al suo scorrere una resistenza passiva fatta di incontri e ozio, di chiacchiere torrenziali e innocue, studiate per restare alla superficie di ogni cosa ed evitare prese di posizione, responsabilità e il tocco gelido della verità. Leggi tutto »In un’alba di macerie e desideri

Tra il dio dell’amore e il dio della guerra

Recensione di “Marte in Ariete” di Alexander Lernet-Holenia

recensione - Alexander Lernet-Holenia, Marte in Ariete, Adelphi

Alexander Lernet-Holenia, Marte in Ariete, Adelphi

Da una parte la danza dionisiaca dello spirito, l’immateriale universo di pensieri, desideri e sentimenti il cui respiro libero non conosce restrizioni di sorta e ignora, con fanciullesca indifferenza, persino l’ordinato scorrere del tempo e le leggi della fisica; dall’altra l’imperio soffocante della materia, la dittatura spietata del reale, contro cui anche il più nobile dei sogni è destinato a infrangersi.


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