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Duca Lamberti

Morire, alla fine della settimana di lavoro

Recensione di “I milanesi ammazzano il sabato” di Giorgio Scerbanenco

 
Giorgio Scerbanenco, I milanesi ammazzano al sabato, Garzanti

Giorgio Scerbanenco, I milanesi ammazzano al sabato, Garzanti

“Con la civiltà di massa oggi viene fuori anche la criminalità di massa. Oggi la polizia non può più ricercare un singolo delinquente, indagare su un singolo caso, oggi si fanno dei rastrellamenti con le reti a strascico dei vari nuclei di polizia, nucleo antidroga, nucleo antitratta delle bianche, negre, gialle, nucleo antirapina, antifalsari, antigiocodazzardo, si pesca in questo lutulento mare del crimine e della sozzeria e vengono fuori repellenti pesci piccoli e grossi, e si fa così pulizia.Leggi tutto »Morire, alla fine della settimana di lavoro

A che serve che un mostro viva? E a che serve ucciderlo?

Recensione di “I ragazzi del massacro” di Giorgio Scerbanenco

recensione - Giorgio Scerbanenco, I ragazzi del massacro, Garzanti

Giorgio Scerbanenco, I ragazzi del massacro, Garzanti

“La signorina Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli, nubile, insegnava alla scuola serale Andrea e Maria Fustagni a una classe mista di ragazzi dai 13 ai vent’anni, la maggior parte dei quali erano stati in riformatorio, o avevano il padre alcolizzato o la madre dedita al meretricio, vi erano diversi tubercolosi e alcuni eredoluetici. Meglio sarebbe stato che la classe fosse stata tenuta da un sergente maggiore della legione straniera, e non da lei, fragile, delicata signorina della piccola borghesia dell’alta Italia”. Comincia così, con la presenza terribile e insensata della morte, di una morte violenta dispensata con intollerabile ferocia, I ragazzi del massacro, probabilmente il più cupo e amaro tra i romanzi gialli di Giorgio Scerbanenco.Leggi tutto »A che serve che un mostro viva? E a che serve ucciderlo?

Milano, metropoli in decomposizione

Recensione di “Traditori di tutti” di Giorgio Scerbanenco

recensione - Giorgio Scerbanenco, Traditori di tutti, Garzanti

Giorgio Scerbanenco, Traditori di tutti, Garzanti

Chiave d’accesso a una vicenda tanto intricata quanto sordida, il duplice omicidio con cui si apre Traditori di tutti di Giorgio Scerbanenco (pubblicato nel 1966 e insignito, due anni più tardi, del prestigioso Grand Prix de Littérature policière) è la rappresentazione – la più terribile e insieme la più vera – del disfacimento morale di una società.


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I milanesi ammazzano (non solo il sabato)

Recensione di “Venere privata” di Giorgio Scerbanenco

 

recensione Venere Privata di Giorgio Scerbanenco

Giorgio Scerbanenco, Venere Privata

 

Duca Lamberti è un medico. Ed è anche un ex galeotto. Ha scontato tre anni di reclusione (ed è stato radiato dall’albo di categoria) per aver aiutato a morire una malata terminale. Ha violato la legge; ha osato smascherare l’ipocrisia perbenista della norma, che tollera qualsiasi cosa, purché compiuta nel perfetto silenzio e nel totale anonimato, ma non può accettare né sopportare chi, alla luce del sole e armato soltanto della propria coerenza, è pronto ad assumersi, per intero, la responsabilità delle proprie scelte.


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