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Dalla vastità dell’orizzonte alla meraviglia del dettaglio

Recensione di “In viaggio con le amiche” di Isa Grassano

Isa Grassano, In viaggio con le amiche, Newton Compton
Isa Grassano, In viaggio con le amiche, Newton Compton

Per sua natura, il viaggio è un materiale narrativo sfuggente. La sua dimensione, pubblica quanto a mete prescelte, è per molti altri aspetti squisitamente intima e coinvolge sentimenti, emozioni, stati d’animo. Raccontarlo per intero, dunque, valorizzandone come merita la complessità, significa dar corpo a una scrittura multiforme, adattabile, capace di aprirsi alla vastità dell’orizzonte e un attimo dopo di soffermarsi sulla meraviglia di un singolo dettaglio.


È quanto fa Isa Grassano nel suo agile e brillantissimo In viaggio con le amiche (Newton Compton Editore), un libro che, proprio come l’argomento di cui si occupa, sorprende, affascina, diverte e invita a riflettere. L’autrice, pluripremiata giornalista di lungo corso, raccomanda, o per dir più esattamente suggerisce, mete in Italia e all’estero a tutte le donne che stanno progettando – ma anche, se non soprattutto, a quelle che ancora si limitano a sognare – una fuga in beata solitudine oppure in compagnia di qualche amica.

Il criterio di selezione? Rigorosamente personale, perché viaggiare è un modo per affermare la nostra individualità, troppo spesso soffocata dalle incombenze e dai doveri del vivere quotidiano. Ma l’arbitrio, il gusto, non è che un ingrediente di questo volume; Isa Grassano, infatti, vanta una grande esperienza in materia, e la offre per intero ai lettori. E così, tutte le possibili destinazioni sono descritte, spiegate, illustrate prendendo in considerazione differenti punti di vista: curiosità, aneddoti – alcuni davvero particolari, come per esempio quello sulla fabbrica della Guinness di Dublino, dove ogni giorno, per produrre la birra scura più famosa del mondo, vengono utilizzati ben otto milioni di litri di acqua fresca… pagati dal Comune; merito della geniale intuizione di Arthur Guinness, che nel 1759 siglò un accordo di concessione di novemila anni in base al quale si impegnava a dare lavoro ai dublinesi nella sua birreria, e a non portarla mai via dalla città, in cambio della fornitura gratuita di acqua – qualche indovinata citazione culturale, perché il viaggio, è bene non dimenticarlo, è scoperta, conoscenza (e allora ecco Virginia Woolf per Londra: “Per quanto romantica e libera e capricciosa, non c’è nave che col tempo non finisca per gettare l’ancora nel porto di Londra”, Fernando Pessoa per Lisbona: “Per il viaggiatore che vi giunga dal mare, Lisbona, anche vista in lontananza, sorge come una bella visione di sogno, stagliata contro un cielo azzurro e splendente che il sole allieta col suo oro, Simone de Beauvoir per Parigi: “Quello che m’inebriò quando tornai a Parigi, nel settembre del 1929, fu innanzitutto la mia libertà. La sognavo dall’infanzia…”, e l’elenco potrebbe continuare) e naturalmente l’accento, sempre puntuale ed esaustivo, sulle caratteristiche che rendono ogni posto un sogno da realizzare.

Da tutto questo nasce un’opera ricca e piacevolissima; una guida, un diario, una raccolta di appunti… in una parola, un libro capace di cambiare a ogni lettura, di somigliare ai suoi lettori, anzi alle sue lettrici (pur senza essere un manifesto femminista, questo libro è pensato per le donne), che immancabilmente finiscono per trovare quel che stanno cercando.

In viaggio con le amiche è una felice alchimia, un lavoro che ha il suo maggior pregio nella semplicità, nella chiarezza e nella leggerezza della scrittura, messa completamente al servizio di un monumentale lavoro di ricerca e di esperienza sul campo (in massima parte, Isa Grassano parla di luoghi che ha visitato di persona); come scrive l’autrice stessa nell’introduzione al libro, “Ogni luogo può soddisfare quel desiderio di rinascita interiore che è racchiuso in un viaggio, l’importante è avere la predisposizione giusta. Tuttavia, ho cercato di selezionare mete che rispecchino la curiosità, l’allegria, l’attenzione al particolare e anche un pizzico di civetteria, insomma, tutte quelle caratteristiche che fanno parte del dna femminile. Posti per rilassarsi, in cui ci si diverte e che, soprattutto, sono sicuri da girare e visitare”.

Questa volta, invece dell’incipit (in fondo ogni nuova meta raccontata è un incipit), eccovi una delle pagine che mi ha colpito di più, dedicata a Lucerna. Buona lettura.

«Sono molto inquieta quando mi legano allo spazio». Lo diceva Alda Merini, lo pensa la maggior parte dell’universo femminile. Lucerna, con il suo lago e la maestosità delle Alpi intorno, tanto da aggiudicarsi l’appellativo di regina delle montagne, dà il senso di infinito. Una città che si può vivere in barca, oppure a piedi o addirittura dall’alto, nell’eterno gioco tra il girovagare del corpo e quello del pensiero.

Le prime luci dell’alba offrono un arcobaleno di tonalità sul Lago dei Quattro Cantoni, affollato di barche eleganti simili a cigni. Il paesaggio ricorda quello di un fiordo, ma mantiene la piacevolezza del clima mite. Da navigare al tepore di una notte estiva o anche agli inizi dell’autunno, con la luna che illumina i dintorni e sembra un grande proiettore. Durante la navigazione sfileranno davanti ai vostri occhi il design del KKL, centro d’arte e congressi, opera di Jean Nouvel, e alcuni dei più rinomati ed eleganti hotel, tra cui il Gutsch, un albergo che pare fosse stato conteso da Michael Jackson che desiderava acquistarlo: oggi funziona solo come bar ed è un luogo ideale per l’happy hour sulla terrazza con vista.

Una volta sulla terraferma, la tranquilla e silenziosa Lucerna offre l’incanto della cinta muraria e dei suoi vicoli con scorci che sembrano usciti da una favola.

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