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Viaggio

La polifonia di un’anima e di una città

Recensione di “Le voci di Marrakech” di Elias Canetti

Elias Canetti, Le voci di Marrakech, Adelphi Editore

Pagine di impressioni, di sensazioni; pagine sature di colori, cariche di profumi, attraversate da un vociare continuo, dal frusciare delle vesti, dall’incessante frastuono della vita di uomini e animali. Le voci di Marrakech di Elias Canetti (che nella città marocchina soggiornò per un breve periodo nel 1954) è un piccolo miracolo letterario: la grazia della prosa, dolcissima nello stile e nello stesso tempo così densa, così forte nelle immagini e nelle descrizioni da sembrare la cronaca del più vivido dei sogni, dà al libro un’anima multiforme, un carattere imprevedibile e di assoluto fascino, una ricchezza unica.


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Al fiume basta la continuità

Recensione di “Nikawa” di William Least Heat-Moon

William Least Heat-Moon, Nikawa, Einaudi

William Least Heat-Moon, Nikawa, Einaudi

Sulle tracce della storia. Quella esaltante ed eroica dei Corps of Discovery agli ordini di William Clark e Meriwether Lewis, che al principio del XIX secolo attraversarono un Ovest ancora selvaggio e inesplorato per raggiungere la costa bagnata dall’Oceano Pacifico; e insieme quella artistico-avventurosa di Karl Bodmer, talentuoso pittore che il principe tedesco Massimiliano volle accanto a sé nella spedizione che organizzò e che partì alla volta dell’America del Nord nel 1832.


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Un ombrello rovesciato di convinzioni e speranze

Recensione di “Sulla strada” di Jack Kerouac

Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori

Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori

Sulla strada, uscito in America nel 1957, compare due anni dopo nella storica collana «Medusa» di Mondadori, tradotto da Magda de Cristofaro, con una prefazione di Fernanda Pivano. Da allora quel libro e, in misura minore, gli altri di Jack Kerouac hanno conosciuto qui da noi (ma anche in Francia e in Germania) una fortuna ininterrotta, sull’onda di decine di migliaia di tascabili l’anno […].

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In cerca di isole e di emozioni

Recensione di “Il giro del mondo in 80 isole” di Lucrezia Argentero

 
Lucrezia Argentiero, Il giro del mondo in 80 isole, Iter Edizioni

Lucrezia Argentiero, Il giro del mondo in 80 isole, Iter Edizioni

Il richiamo esplicito, nel titolo, al celebre romanzo d’avventura di Jules Verne, introduce immediatamente in quella particolare atmosfera di eccitata tensione e di sognante meraviglia che soltanto il viaggio (poco importa che sia immaginato oppure già organizzato nei minimi dettagli) è capace di creare.

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Dalla vastità dell’orizzonte alla meraviglia del dettaglio

Recensione di “In viaggio con le amiche” di Isa Grassano

Isa Grassano, In viaggio con le amiche, Newton Compton

Isa Grassano, In viaggio con le amiche, Newton Compton

Per sua natura, il viaggio è un materiale narrativo sfuggente. La sua dimensione, pubblica quanto a mete prescelte, è per molti altri aspetti squisitamente intima e coinvolge sentimenti, emozioni, stati d’animo. Raccontarlo per intero, dunque, valorizzandone come merita la complessità, significa dar corpo a una scrittura multiforme, adattabile, capace di aprirsi alla vastità dell’orizzonte e un attimo dopo di soffermarsi sulla meraviglia di un singolo dettaglio.


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Fin dove si riesce a guardare. E ancora oltre

Recensione di “Prateria” di William Least Heat-Moon

 

recensione - William Least Heat-Moon, Prateria, Einaudi

William Least Heat-Moon, Prateria, Einaudi

Il viaggio, l’esplorazione, la scoperta, la conoscenza; confini che si espandono fino a scomparire, terre che si spalancano allo sguardo e come in un arcaico rito di iniziazione si offrono nude, mute, splendide e desolate. Luoghi che si raccontano, che rievocano se stessi mormorando come vecchie sagome riunite intorno al fuoco.


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Sulle tracce di Solomon

Recensione di “Solomon Gursky è stato qui” di Mordecai Richler

Mordecai Richler, Solomon Gursky è stato qui, Adelphi

Mordecai Richler, Solomon Gursky è stato qui, Adelphi

Pur padroneggiando con consumata maestria la tecnica narrativa, Mordecai Richler sembra non stancarsi mai di mettere alla prova il proprio talento, di sfidarlo. Con spregiudicata naturalezza d’acrobata, la sua prosa corre sul filo sottilissimo che separa forma e contenuto; da entrambi gli elementi distilla l’essenza (quasi fosse un chimico, o per dir meglio un alchimista, nelle cui formule scienza, magia e sogno hanno la medesima importanza) e dà loro unità e compiuta espressione nella forma del romanzo.


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La (ri)scoperta dell’America

William Least Heat-Moon, Strade blu., Einaudi

William Least Heat-Moon, Strade blu., Einaudi

Bisogna stare attenti ai pensieri che vengono di notte; non hanno la giusta direzione, arrivano a tradimento da luoghi remoti e son privi di senso e di limiti. Prendiamo ad esempio l’idea che mi è venuta il 17 febbraio, un giorno di speranze distrutte, il giorno in cui ho saputo di aver perso il posto di insegnante d’inglese per il calo degli iscritti al college e in cui mia moglie, dalla quale ero separato da nove mesi, nel corso della telefonata in cui le davo la triste notizia si è lasciata sfuggire che aveva un «amico», Rick, o Dick o Chick, qualcosa del genere.


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