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Romanzi

Recensioni di libri di genere romanzo a cura de “Il Consigliere Letterario”.

Cosa fa rima con omicidio?

Una filastrocca. Come nel bellissimo e terrificante Dieci piccoli indiani (il secondo aggettivo riflette quanto provato da chi scrive durante la lettura del romanzo, in special modo delle agghiaccianti rime con protagonisti i dieci poveri negretti), anche al cuore di Polvere negli occhi (Mondadori, traduzione di Grazia Griffini; vale la pena notare in questo caso che il titolo originale, A Pocket full of Rye, avrebbe potuto benissimo essere mantenuto, considerato anche il fatto non marginale che della segale viene trovata… Leggi tutto »Cosa fa rima con omicidio?

L’evoluzione inorganica

“Un’astronave scende su un pianeta inesplorato: vi trova una enigmatica civiltà […]; cerca di risolvere il mistero; vi riesce oppure fallisce: cosa c’è di più tipico nella fantascienza di questo schema essenziale? […]. La fantascienza non è limitata da nulla, se non dall’evitare di entrare in contraddizione con le premesse (logiche, pseudo-logiche, a-logiche o anche di una logica diversa) che essa stessa di volta in volta si pone […]. La fantascienza, come il fantastico di cui è una categoria, è… Leggi tutto »L’evoluzione inorganica

Il fallito contrappunto

Pensare che nulla sia più terribile della morte (violenta, naturalmente) è un meccanismo quasi irriflesso, una sorta di reazione automatica stimolo-riposta: a un omicidio si reagisce pensando che non possa esserci nulla di peggiore. Perché la morte è la fine. Ed è esattamente questo legame essenziale tra delitto e disperazione senza rimedio a reggere, come le fondamenta reggono un palazzo, l’architettura del romanzo giallo. Qualcuno muore, qualcuno viene ucciso, un fondamentale equilibrio (la socialità, indispensabile per l’uomo) si rompe ed… Leggi tutto »Il fallito contrappunto

Paura di, perduto

“Non c’è mai stata una perfetta concordanza tra gli avvenimenti vissuti da Céline e la loro rievocazione nei romanzi. Non ha forse raccontato l’Africa e gli Stati Uniti in Viaggio al termine della notte, pubblicato nel 1932, prima dell’infanzia in passage de Choiseul e del primo soggiorno in Inghilterra, che compaiono soltanto nel 1936 in Morte a credito? E Berlino in Nord dopo aver evocato Sigmaringen in Da un castello all’altro? E il soggiorno a Londra in Guignol’s Band molti… Leggi tutto »Paura di, perduto

La Buona Vicina

La ragione del nostro esistere, che è qualcosa di ben più radicale e profondo dell’abusato e fin troppo banale “senso della vita”, ha una misura precisa, implacabile, ha un proprio ultimo e terrorizzante perché: l’avanzare dell’età. Cos’altro è, infatti, la vecchiaia se non perdita? Il corpo smette di obbedire a misura in cui cessa di essere qualcosa di attraente, qualcosa che ci appartiene perché ne possiamo disporre, che obbedisce, si conforma alla nostra volontà. Ogni cosa diviene sforzo, fatica, finché… Leggi tutto »La Buona Vicina

Ascoltando, meditando

“Dobbiamo alla pioggia gallese se oggi ci apprestiamo a entrare nel brusco mondo dell’ispettore E. Morse. La spiegò anni fa la genesi del personaggio il suo autore, l’ex insegnante di latino e greco Norman, nome lasciato cadere, Colin Dexter, nato a Stamford, Lincolnshire, il 29 settembre 1930. ‘Era il 1972, estate, avevamo affittato questo cottage tra Caernarfon e Pwllheli, pioveva sempre e allora un sabato pomeriggio iniziai a scrivere una storia dai contorni polizieschi…’. Quelle pagne si sarebbero sviluppate poi… Leggi tutto »Ascoltando, meditando

Il truffatore e la puttana

Un’autopsia così terribile da richiedere, per riuscire a capire la causa di un decesso, che il cadavere venga scorticato, da esigere che un corpo, già offeso dalla morte, già violato quanto può esserlo tutto ciò che un tempo era vivo e ora non lo è più, sia ulteriormente colpito e martoriato fino al punto da mostrarsi nella sua più oscena impotenza, in quella sua ultima, insopportabile nudità che è quella che rivela agli occhi l’intrico sanguinolento e folle delle fasce… Leggi tutto »Il truffatore e la puttana

La lenta vendetta del tempo

Il trascorrere di giorni, anni, decenni, il consumarsi delle vite, anche di quelle di più felici, sono con ogni probabilità la forma perfetta della sofferenza. Il disgregarsi dell’abito di realtà che ci si abitua a indossare, il forzato abbandono, “figlio dei tempi che cambiano”, di tutto ciò assieme a cui si è cresciuti, il dissolversi del passato nella memoria personale che sfarina, nel sorgere del nuovo le cui fondamenta altro non sono se non le macerie di quel che esisteva… Leggi tutto »La lenta vendetta del tempo

Complesso ma non difficile

Un cerchio imperfetto, nel quale apertura e chiusura, partenza e arrivo, non coincidono. Non di molto, o forse con macroscopica, eccessiva evidenza, tanto scoperta da recar quasi fastidio, da creare qualcosa di prossimo al turbamento. A conti fatti le oltre 900 pagine di Daniel Martin di John Fowles (Mondadori, traduzione di Ettore Capriolo) si potrebbero riassumere in queste poche parole, un po’ criptiche forse, o per dir meglio insufficienti, per chiunque non sappia nulla della trama, e tuttavia puntuali se… Leggi tutto »Complesso ma non difficile