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Guerra

Recensioni di libri di genere letteratura di guerra a cura de “Il Consigliere Letterario”.

L’albero chalta del bene e del male

Non l’immortalità, sognante, incerta, indefinita; inafferrabile e brutale come lo è ogni illusione; non l’immortalità, bensì la vita, la sua forza quasi inimmaginabile che si origina al di là del tempo, la vita invincibile del mare, di fronte al quale il solo atteggiamento possibile è quello che si esaurisce nella contemplazione della sua meraviglia, che senza sosta si rinnova e schiuma negli schiocchi delle onde contro gli scogli, e respira nel gonfiarsi e scemare delle maree, e brucia negli sconvolgimenti… Leggi tutto »L’albero chalta del bene e del male

Un uomo di 100 anni

Il tempo in cui si vive è un tempo cui si appartiene soltanto in parte. È potenzialmente un tempo di testimonianza come un tempo d’azione, ma il più delle volte è semplicemente un tempo che scorre tra eventi che si dimenticano quasi nello stesso momento in cui si verificano, un tempo che scorre allo stesso modo in cui scorrono gli anni, destinati a perdersi nella dimenticanza. Chiedersi se esista un tempo che un qualsiasi uomo possa chiamare mio, nel quale… Leggi tutto »Un uomo di 100 anni

L’arcangelico cielo e la lingua del sangue

La lotta partigiana si vede riflessa nello sbandamento, nel naufragio dell’8 settembre. La lotta partigiana è un pezzo di specchio abbandonato tra macerie e povertà, è un pugno di terra sterile e disperata, è la pesantezza di un sonno senza sogni inutile allo sfinimento del giorno, all’implacabilità della luce. La lotta partigiana è il faticoso balbettio che dura fatica a farsi parola, e pure è l’insistenza che a quel disordinato sillabare infine strappa lo sfogo di una frase, di un… Leggi tutto »L’arcangelico cielo e la lingua del sangue

6 ottobre 1943: Billigung

“Ora voglio parlare, in questa cerchia ristretta, di una questione che voi, compagni di partito, avete dato tutti per scontata, ma che è diventata la più difficile della mia vita: la questione ebraica. Tutti voi constatate con gioia il fatto ovvio che non ci siano più ebrei nelle vostre province. Tutti i tedeschi, con pochissime eccezioni, si rendono perfettamente conto che non avremmo potuto resistere alle bombe e alle tensioni del quarto, forse anche di un quinto e addirittura di… Leggi tutto »6 ottobre 1943: Billigung

Wunderwaffe

Da una parte le condizioni di possibilità, di tutta evidenza le migliori possibili: una comunità scientifica di prim’ordine, e al suo interno il fisico più importante al mondo (con l’eccezione forse del danese Niels Bohr), Werner Heisemberg, insignito nel 1932 del premio Nobel per la Fisica, laboratori all’avanguardia, disponibilità di tutto il materiale necessario alla ricerca – la ricerca che allora, nel periodo che va dagli Anni Venti del Novecento al termine del secondo conflitto mondiale, concluso proprio grazie alla… Leggi tutto »Wunderwaffe

Dove il senso delle parole è rovesciato

“Céline ama Londra. Ama la città, la lingua inglese, gli abitanti, il porto e i dock, i quartieri popolari come le sponde del Tamigi e i musei. Questa predilezione è radicata nell’esperienza personale. Quando, nella primavera del 1915, arriva nella capitale britannica dopo essere stato riformato a causa di una grave ferita, Louis Destouches vive senza ombra di dubbio una specie di rinascita. Anzitutto sfugge all’inferno della guerra che infuria in Francia. Poi si libera dal peso della tutela parentale.… Leggi tutto »Dove il senso delle parole è rovesciato

Paura di, perduto

“Non c’è mai stata una perfetta concordanza tra gli avvenimenti vissuti da Céline e la loro rievocazione nei romanzi. Non ha forse raccontato l’Africa e gli Stati Uniti in Viaggio al termine della notte, pubblicato nel 1932, prima dell’infanzia in passage de Choiseul e del primo soggiorno in Inghilterra, che compaiono soltanto nel 1936 in Morte a credito? E Berlino in Nord dopo aver evocato Sigmaringen in Da un castello all’altro? E il soggiorno a Londra in Guignol’s Band molti… Leggi tutto »Paura di, perduto

“Io riposo in me stessa”

“Otto quaderni fittamente ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile – e da allora non ho mai distolto la mente da ciò che vi ho trovato: la vita di Etty Hillesum. Questi quaderni narrano la storia di una donna di Amsterdam di ventisette anni. Abbracciano tutto il 1941 e il 1942 – per l’Olanda due anni di guerra e di oppressione, ma per Etty un periodo di crescita e, paradossalmente, di liberazione individuali. Erano gli anni in cui in… Leggi tutto »“Io riposo in me stessa”

Uomo, ghetto, campo di sterminio, mondo

“Anche se fino a qualche anno fa mio padre non aveva mai parlato delle sue esperienze di guerra, esse mi avevano però accompagnato fin dall’infanzia. Proprio questo libro che io dodicenne tirai fuori furtivamente da un angolo dei nostri scaffali mi permise di scoprire perché non avevo nonni paterni e perché mio padre non parlava mai della sua famiglia. Il libro mi rivelò quella parte della mia identità che ignoravo. Sapevo che lui sapeva che lo avevo letto, ma non… Leggi tutto »Uomo, ghetto, campo di sterminio, mondo

Il terrorista e il partigiano

“Da una lettera di osservazioni del prof. Bruce Trigger […]. Manca tuttavia qualcosa, di cui magari vorrai occuparti in un prossimo libro o non occuparti affatto. Quando ero più giovane credevo che ci fosse poco da dire in favore della superiorità della Regola aurea nella sua forma cristiana (Fa’ agli altri…) rispetto alla sua ben più diffusa formulazione negativa (Non fare agli altri…) […]. Ora, però, mi pare che si possano formulare regole di tipo legale su quel che le… Leggi tutto »Il terrorista e il partigiano