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Jules Maigret, la gemma più preziosa di Georges Simenon

Recensione di “Pietr il Lettone” di Georges Simenon

Georges Simenon, Pietr il Lettone, Adelphi

Georges Simenon, Pietr il Lettone, Adelphi

Il linguaggio secco, puntuale, dettagliatamente burocratico della procedura, il tecnicismo delle comunicazioni cifrate, gli elementi procedurali di un’indagine squadernati con la massima chiarezza, senza la minima preoccupazione di carattere stilistico, in omaggio a un realismo che non ha né vuole avere alcunché di letterario ma che è d’importanza fondamentale nella costruzione di un’atmosfera, di un ambiente, e nella creazione dei personaggi che in quell’atmosfera e in quell’ambiente vivono, agiscono e muoiono.


E subito al di là di questa studiata aridità formale, di questa prosa scarna e faticosa, strumento d’inchiesta al pari di un pedinamento, di una sorveglianza, di un interrogatorio, l’aprirsi alla molteplicità di significati e al labirinto d’emozioni del romanzo psicologico, e il voluttuoso arrendersi ai colpi di scena, alle sorprese e alla violenza del mystery. La ricchezza della scrittura di Georges Simenon, autore tra i più prolifici della storia della letteratura e creatore del celeberrimo commissario Jules Maigret, della polizia giudiziaria di Parigi, protagonista di un’innumerevole serie di romanzi e racconti, pretende attenzione, concentrazione, dedizione. Il suo narrare è di una bellezza folgorante eppure semplice, a prima vista quasi banale; nelle sue pagine scintillano preziosissime gemme, ma nessuno dei doni dispensati dal grande scrittore belga si coglie con facilità. Nel suo mondo, nella realtà umida, nebbiosa, malata e pietosa, feroce e compassionevole di Simenon e Maigret bisogna calarsi per intero, sentirsela addosso, abitarla proprio come se si fosse un elemento della storia, farsi carico, senza reticenze né dubbi, della responsabilità della lettura: ecco allora prendere corpo, dinanzi agli occhi e alla fantasia, un suggestivo mosaico fatto di descrizioni magistrali (di città intere o di sordide stanze) riassunte in poche righe capaci di catturare l’essenziale, ciò che dà senso a tutto quanto, a quel che esplode nella cruda verità della luce così come alle cose, o alle persone, che restano nell’ombra, dimenticate, o peggio perdute; contrappuntato da dialoghi folgoranti, che in un momento capovolgono uno scenario, fanno precipitare gli eventi; e ancora reso inconfondibile da un senso di oppressione così sottile e nello stesso così marcato da sembrar tangibile, incombente come una nera nuvola temporalesca; dall’ombra sottile, appuntita di una minaccia partorita dalla vita stessa, frutto degenere di decisioni prese, scelte fatte, strade percorse, di rimorsi che bruciano sulla pelle come ferite, di colpe cui è impossibile voltare le spalle; e infine attraversato dalla fatica della lotta, tragicamente impari, combattuta dai vivi contro il loro esistere, tumorale grumo di caos refrattario a ogni ordine, a ogni imposizione.

Al centro di questo complesso disegno, nella prima avventura del commissario Maigret, intitolata Pietr il Lettone, troneggia la figura scivolosa e poliedrica del truffatore Pietr, uomo elegante, sicuro di sé, deciso, e nello stesso tempo personalità tormentata, indecifrabile Giano bifronte che costringe Maigret a un duro lavoro d’indagine giocato su un duplice piano: quello sfibrante di una costante sorveglianza da una parte, e dall’altra lo scavo minuzioso nel passato di una persona che più di qualsiasi altra cosa vorrebbe cancellare se stessa. E proprio come il commissario, il romanzo procede su un doppio binario, indugiando sul corpo massiccio di Maigret, sulla sua insistita presenza negli stessi luoghi frequentati da Pietr (soprattutto l’elegantissimo Hotel Majestic di Parigi), sottolineando la caparbietà del suo agire: “La presenza di Maigret al Majestic aveva inevitabilmente qualcosa di ostile. Era come un blocco di granito che l’ambiente rifiutava di assimilare. Non che somigliasse ai poliziotti resi popolari dalle caricature […]. Ma la struttura era plebea. Maigret era enorme e di ossatura robusta […]. Aveva in particolare un modo tutto suo di piazzarsi in un posto che talora era risultato sgradevole persino a molti colleghi. Era qualcosa di più della sicurezza ma non era orgoglio. Arrivava solido come il granito, e da quel momento pareva che tutto dovesse spezzarsi contro di lui, sia che avanzasse, sia che restasse piantato sulle gambe leggermente divaricate”. E poi intrecciando a quell’empito di fisicità la logica impalpabile ma ferrea del ragionamento, la paziente analisi degli indizi, la scintilla improvvisa dell’intuizione; fino al momento in cui sentieri all’apparenza opposti convergono in uno stesso punto, quello in cui poliziotto e malfattore sono destinati a incontrarsi, e, l’uno all’altro, a svelare se stessi.

Eccovi l’incipit di Pietr il Lettone. La traduzione, per Adelphi, è di Yasmina Mélouah. Buona lettura.

“C.I.P.C. a Sureté di Parigi. Xvzust Cracovia vimontra m ghks triv psot uv Pietr il Lettone Brema vs tyz btolem”. Il commissario Maigret, della 1° Squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l’impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell’ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero si stesse affievolendo. Spinse da parte il telegramma, si alzò pesantemente, regolò la valvola e gettò tre palate di carbone nel focolare, Poi, in piedi, con le spalle rivolte al fuoco, caricò la pipa e si allentò il colletto che, per quanto molto basso, gli dava fastidio.

6 commenti su “Jules Maigret, la gemma più preziosa di Georges Simenon”

  1. ciao, come sempre sai suscitare interesse alla lettura.
    Questo romanazo credo proprio di averlo letto, ma non ricordo nulla nella nebbia della mia memoria di almeno 50 anni (?) fa.
    Toglimi una coriosità quando è stato edito questo romanzo ?
    ciao e grazie per quello che vorrai rendermi più chiaro (Y)

  2. Amo Maigret che ho letto in giovanissima età e riletto più recentemente. Questo libro in particolare è uno dei suoi meglio riusciti. Ma poi Magrai è come un’ancora di salvezza, sai sempre cosa aspettarti e sai che ti piacerà.

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