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Israel J. Singer

L’erudito e lo stolto

Recensione di “Yoshe Kalb” di Israel J. Singer

Israel J. Singer, Yoshe Kalb, Adelphi

Israel J. Singer, Yoshe Kalb, Adelphi

Galizia, a cavallo tra XIX e XX secolo. Qui, in una terra che per i gentili è soltanto la provincia più settentrionale dell’Impero Austro Ungarico, un’area povera e contadina situata tra Polonia e Ucraina, e che il colorato, chiassoso, imperfetto, palpitante mondo dell’ebraismo chassidico popola di vita, tradizioni, magia ed esoterismo, carica di simbologia e misticismo, benedice e maledice nel nome di Dio e dei più santi tra i santi e benevolmente lascia prosperare all’ombra degli affari (leciti e illeciti) dei rabbini e delle comunità da loro guidate, i destini di un popolo vengono forgiati, e il suo futuro scritto.


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La dimenticata eternità dello shtetl

Recensione de “I fratelli Ashkenazi” di Israel Joshua Singer

Israel J. Singer, I fratelli Ashkenazi, Longanesi

Israel J. Singer, I fratelli Ashkenazi, Longanesi

“Il tema della decadenza borghese […] acquista una fisionomia del tutto particolare quando viene vissuto e trattato da una prospettiva ebraica, o meglio ebraico-orientale, e cioè ancorata all’integrità umana, culturale e religiosa dell’Ostjudentum […]. Quando si parla degli Ostjuden […] il termine ‘borghese’ pare acquistare una carica positiva, calda ed affettiva: nei lineamenti dell’ebreo orientale non assimilato si vuol scorgere il volto di un’individualità assoluta non scalfita dalla storia, la quale assume i connotati di un’ideale filosofia classico-borghese […].Leggi tutto »La dimenticata eternità dello shtetl

All’incrocio di due mondi estranei

Recensione di “La famiglia Karnowski” di Israel J. Singer

Israel J. Singer, La famiglia Karnowski, Adelphi

Israel J. Singer, La famiglia Karnowski, Adelphi

“Sii un ebreo in casa tua e un uomo quando ne esci” afferma David Karnowski rivolto al figlio neonato al termine della cerimonia di circoncisione. Resta fedele, con l’intelletto e il cuore, al tuo mondo, al tuo credo, alla verità, e vivi tra gli altri, allo stesso modo degli altri, in tutto ciò che, pur senza essere essenziale, non è privo d’importanza: l’istruzione, la lingua, il lavoro. Adoperati affinché due mondi, destinati a essere estranei l’uno all’altro, trovino in te un punto di contatto, un equilibrio, un’ombra di pace.

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