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Stefano Manferlotti

Il giorno di Leopold

Il particolare e l’universale, il linguaggio e lo stile, il significato e il simbolo. E il tempo, che è insieme il semplice trascorrere delle ore e la sincronia di eventi diversi, e i richiami all’attualità e alla storia, e il loro mescolarsi alle ossessioni personali, ai traumi, ai pensieri e ai sogni, alle convinzioni, alla letteratura e alla poesia, alle invettive e ai rimorsi, e il loro annegare nel furore delle fedi contrapposte, nel cristiano e nell’ebreo, in quel Dio… Leggi tutto »Il giorno di Leopold

La vana ricerca d’assoluto dell’amore degli uomini

  Le sotterranee, gelide correnti del dubbio, l’assillo estenuante del sospetto, la volontà disperata di liberarsene (dimostrazione di forza interiore e di coerenza con i propri convincimenti) e il desiderio irresistibile dell’incertezza e della sua tortura, di una sofferenza acuta, terribile, ma comunque preferibile alla definitiva sentenza della verità. Questi gli oscuri, fluidi confini che James Joyce esplora in Esuli, la sua unica opera scritta per il teatro. In questo denso dramma in tre atti dalla forte componente autobiografica Joyce… Leggi tutto »La vana ricerca d’assoluto dell’amore degli uomini

Orwell, o della tortura

  1984, assieme a La fattoria degli animali (la recensione, se vi interessa, la trovate qui) è probabilmente il romanzo più noto di George Orwell. Queste righe, perciò, non sono in senso stretto un consiglio di lettura (perché la gran parte di voi ha di certo già letto l’opera), piuttosto un invito a riprendere in mano il libro. D’accordo, direte, ma perché rileggere 1984? Perché è un romanzo splendido e perché, nel genere utopia negativa, è un classico al pari di Farenheit… Leggi tutto »Orwell, o della tortura