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National Book Award

Bober lo sconfitto e Frank l’ebreo

Recensione di “Il commesso” di Bernard Malamud

Bernard Malamud, Il commesso, Minimum Fax

“Appena Bernard Malamud seppe di aver vinto il National Book Award si mise in strada e passeggiò a lungo. Camminò per le vie che conosceva e proseguì per alcuni isolati sperduti, quando sentì di essere stanco si inoltrò in un parco pubblico. Si sedette su una panchina, era quasi sera e ci pensò su.
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L’attualità del male

Recensione de “La ferrovia sotterranea” di Colson Whitehead

Colson Whitehead, La ferrovia sotterranea, Sur

L’idea di un inferno, di un luogo oltremondano di dolore, sofferenza e umiliazione nel quale espiare in eterno peccati e malvagità commessi in vita, presuppone, prima ancora di quella (al tempo stesso vendicativa e consolatoria) di giustizia, un’altra idea; quella che vede, nella spaventosa galleria di atrocità compiute dagli esseri umani ai danni del loro prossimo, gradi differenti di orrore, variazioni, per così dire, della “qualità” dell’abominio perpetrato.

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Notoriamente israelita

Recensione di “L’uomo di Kiev” di Bernard Malamud

Bernard Malamud, L'uomo di Kiev, Einaudi

Bernard Malamud, L’uomo di Kiev, Einaudi

Davvero sono il grottesco e l’assurdo le fondamenta di ciò che è reale? E davvero è solo nella terra bagnata dalla menzogna che può crescere la verità? E davvero non sono che la malafede e la promozione a qualsiasi costo dell’interesse di parte i soli principi dell’agire umano che valgano il sacrificio e lo sforzo della lealtà?Leggi tutto »Notoriamente israelita

Frustati dal vento, dall’oceano, dalla verità

Recensione di “Olive Kitteridge” di Elizabeth Strout

Elizabeth Strout, Olive Kitteridge, Fazi Editore

Elizabeth Strout, Olive Kitteridge, Fazi Editore

Crosby, nel Maine, è solo un angolo d’America. Una cittadina qualsiasi frustata dal vento e dall’Oceano Atlantico, un ricettacolo di vite comuni, affanni quotidiani, segreti tormenti e attimi di gioia. Un ripostiglio di ricordi, speranze, paure, sogni e desideri scanditi dal passare dei giorni, dall’alternarsi delle stagioni. Eppure è qui, in questo anonimo intrico di strade e case circondate dai boschi e dal loro eterno rigoglio che si vivono drammi, si conosce il dolore, si brucia di rimpianto e recriminazione, si soffocano in un silenzio carico di rabbia disperata parole che se solo prendessero forma produrrebbero ferite impossibili da rimarginare.


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Una comprensione che cerca la perfezione

Recensione di “Herzog” di Saul Bellow

Saul Bellow, Herzog, Mondadori

Saul Bellow, Herzog, Mondadori

Paradigma del fallimento (o se si vuole della vita stessa, e della radicale impossibilità di ricavarne soddisfazione, appagamento), Moses Elkanah Herzog, protagonista del romanzo di Saul Bellow Herzog, pubblicato nel 1964 e vincitore, l’anno seguente, del prestigioso National Book Award, è un patetico re nudo, un eroe dei tempi moderni che di eroico non ha nulla e trascorre il proprio tempo consumandosi in rimpianti e in rivendicazioni tanto accese quanto sterili.


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