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Atene, città di delitti

Recensione di “Aristotele detective” di Margaret Doody

Margaret Doody, Aristotele detective, Sellerio

Ammettiamolo, il panorama di investigatori, poliziotti e detective letterari è a dir poco affollato. Basta stilare un breve elenco dei più noti per rendersene conto: Sherlock Holmes, Poirot, l’infallibile dilettante Miss Marple, il burbero commissario Maigret, il tormentato Marlowe, Perry Mason, l’avvocato difensore che nessun pubblico ministero vorrebbe affrontare in aula, il raffinato Nero Wolfe (e come dimenticare l’Auguste Dupin di Edgar Allan Poe, il padre Brown di Gilbert Keith Chesterton, l’inflessibile Duca Lamberti di Giorgio Scerbanenco e il geniale don Isidro Parodi inventato da Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares?).


Non è facile, dunque, per chi scrive gialli, imporre all’attenzione del pubblico i propri personaggi; chi c’è riuscito si è affidato alla qualità della scrittura e a intrecci di grande spessore (Dennis Lehane), alla descrizione di una realtà sorprendente, spiazzante (la Svezia inquieta e inquietante di Henning Mankell), all’originalità dell’ambientazione (l’Istanbul ottocentesca di Jason Goodwin).

In questa entusiasmante gara di creatività, a spiccare sui pur eccellenti colleghi è una donna, la canadese Margaret Doody, docente di inglese e letteratura comparata alla Vanderbilt University. Con impeccabile rigore storico, Doody ha costruito una serie di mystery e thriller collocandoli nell’Atene del V secolo, dunque nel momento di maggior splendore della civiltà greca, e scegliendo come investigatore nientemeno che Aristotele, il filosofo per antonomasia, la cui logica sottile, strumento per la definizione del vero, si rivela utilissima anche per il trionfo della giustizia. Accanto a lui, e narratore delle sue avventure (nello stesso in cui Watson lo è di quelle che occorrono a Holmes) è il giovane Nichiarco.

Eccovi l’incipt del primo libro della serie, Aristotele detective. Spero vi piaccia, e vi spinga a leggerlo. Le opere di Margaret Doody sono pubblicate da Sellerio.

Eccovi l’incipit. Buona lettura.

Ascoltami, o musa Clio, e aiutami nella stesura di questa storia. I fatti che riferisco sono veri. Io, Stefanos, figlio di Nichiarco, cittadino d’Atene, intendo esporre qui le strane e terribili avventure che mi capitarono nel primo anno della 112ª Olimpiade.

3 commenti su “Atene, città di delitti”

  1. Ho letto un paio di suoi libri qualche anno fa. Uno era perfetto, incalzante. Un’altro, ambientato alla corte di Alessandro, l’ho trovato un po’ prolisso. Complesssivamente trovo molto originali questi romanzi e ottimi nell’ambientazione storica.

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