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Don DeLillo

Le spietate intemperie del linguaggio

Recensione di “Great Jones Street” di Don DeLillo

Don DeLillo, Great Jones Street, Einaudi

Don DeLillo, Great Jones Street, Einaudi

Un luogo e un non-luogo, una realtà e il suo contrario, ma anche una iperrealtà, uno spazio non identificabile eppure concreto dove si incontrano, compenetrandosi, le prospettive impossibili di incubi generati da un’immaginazione vertiginosa e insaziabile e i quotidiani orrori figli della peste oscura e onnipresente della modernità, le logiche predatorie di un presente che odora di fogna e Medioevo e le fughe impazzite, incoerenti, sature di ogni possibile follia, di chi non riesce a pensare ad altro che a sopravvivere.


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Dove tutti i colori valgono il grigio

Recensione di “Americana” di Don DeLillo

Don DeLillo, Americana, Einaudi

Don DeLillo, Americana, Einaudi

Una prova generale. Non nel senso in cui il proustiano Jean Santeuil lo è di Alla ricerca del tempo perduto – e perciò senza una trasparente continuità tematica, senza quel formicolante disordine espressivo che sempre qualifica un lavoro preparatorio, senza quella forma abbozzata, precaria ma potenzialmente ricchissima che è propria dell’appunto, dello schema di lavoro, in una parola senza consapevolezzaLeggi tutto »Dove tutti i colori valgono il grigio

Benvenuto a Dallas

Recensione di “Libra” di Don DeLillo

Don DeLillo, “Libra”, Einaudi

Tra il particolare e l’universale, nella vita di uno solo e nell’esistenza di tutti, in quello spazio – che non ha nulla di fisico e che tuttavia esiste – capace di rendere una cosa sola “il mondo personale di un individuo e il mondo in generale”. Qui, in una dimensione che è allo stesso tempo metafisica e terribilmente reale, Don DeLillo radica Libra, uno dei suoi romanzi più intensi, brutali e labirintici; una storia che è insieme un tentativo di ricostruzione dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy, una biografia del suo “assassino” Lee Harvey Oswald, una rivelazione del complotto ordito ai danni del presidente americano (e di cui Oswald non è che il capro espiatorio) e il racconto di quel che sarebbe potuto accadere, dei fatti come avrebbero potuto essere se non fossero andati in tutt’altro modo.


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L’imprescindibile banco di prova della scrittura

Recensione di “Mao II” di Don DeLillo

recensione Don DeLillo, Mao II

Don DeLillo, Mao II

 

Grandi eventi storici raccontati come se avessero un denominatore comune o fossero parti di un piano; fenomeni di massa minuziosamente descritti nella loro allucinante realtà; singoli destini che incontrano il mondo, o si scontrano con esso, e in questa collisione cercano il senso del loro esistere. Mentre ogni cosa accade in un’atmosfera d’incubo allo stesso tempo immaginifica e concreta, in un presente attraversato da un terrore sottile e senza nome.


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Una labirintica assenza di senso

Recensione di “Underworld” di Don DeLillo

Don DeLillo, Underworld, Einaudi

Don DeLillo, Underworld, Einaudi

1951, New York. Al Polo Grounds una folla oceanica di tifosi e appassionati sta seguendo la partita di baseball tra New York Giants e Brooklyn Dodgers. Nessuno immagina che questo incontro passerà alla storia, né che a renderlo indimenticabile sarà lo spettacolare fuoricampo del battitore dei Giants Bobby Thompson, grazie al quale la squadra conquisterà partita e campionato.


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Oltre i confini dell’irrazionale

Recensione di “La stella di Ratner” di Don DeLillo

recensione Don DeLillo, La stella di Ratner, Einaudi

Don DeLillo, La stella di Ratner, Einaudi

 

Contro il giorno di Thomas Pynchon, un vorticoso giro di giostra scientifico-matematico attorno a cui ruota un intero universo di irresistibili follie, ha un modello letterario. Si tratta di La stella di Ratner, romanzo che Don DeLillo – il solo scrittore, pare, che Pynchon si degni di frequentare – ha pubblicato nel 1976. Ne La stella di Ratner si racconta l’esperienza vissuta dal più giovane premio Nobel del mondo, il quattordicenne Billy Twillig, geniale mente matematica. Billy deve decifrare un messaggio di probabile origine aliena, un segnale proveniente dalla stella di Ratner che nessun scienziato è ancora riuscito a decodificare. Così, viene prelevato da casa e condotto in un centro di ricerca segretissimo, dove lavorano le migliori menti del pianeta.


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