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Sorella morte

Recensione di “Le vergini suicide” di Jeffrey Eugenides

Jeffrey Eugenides, Le vergini suicide, Mondadori

Cinque sorelle, cinque adolescenti che scelgono di darsi la morte, di spezzare la trama quasi invisibile delle loro esistenze in un’estate in apparenza identica a tutte le altre, nel caldo opprimente di un mese di giugno segnato dall’invasione fragile delle crisope, insetti la cui vita si esaurisce in ventiquattr’ore.

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Una successione di leggere variazioni

Recensione di “Il bambino scambiato” di Oe Kenzaburo

Oe Kenzaburo, Il bambino scambiato, Garzanti

Oe Kenzaburo, Il bambino scambiato, Garzanti

L’oggi è un tempo sospeso, un battito di ciglia in un rincorrersi continuo di slittamenti temporali, di ricordi che ne evocano altri, di particolari che si svelano d’improvviso e illuminano il presente di una luce nuova, di un significato prima di allora neppure immaginato. L’oggi è una variazione incessante, un ininterrotto vibrare, un mutare impercettibile; è il fluire dell’acqua, un’illusione d’identità sgretolata nel processo infinito del divenire.


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L’eco del canto di un’anima

Recensione di “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe 

Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther, Newton Compton Editore

Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther, Newton Compton Editore

“Sul più famoso romanzo del più famoso scrittore tedesco sono stati versati fiumi di inchiostro per dimostrare che si tratta di un romanzo sociale (eversione della morale corrente), e sotto sotto politico (l’insofferenza wertheriana verso la nobiltà), o storico o, per meglio dire, di un documento delle condizioni in cui versava la borghesia in Germania dieci-quindici anni prima della Rivoluzione Francese. Ma non sarà addirittura un romanzo filosofico?Leggi tutto »L’eco del canto di un’anima

La razionalità inefficace

Recensione di “L’impiccato di Saint-Pholien” di Georges Simenon

Georges Simenon, L'impiccato di Saint-Pholien, Adelphi

Georges Simenon, L’impiccato di Saint-Pholien, Adelphi

Un’intuizione, o forse solo una curiosità. Poi lo stupore, l’incredulità attonita, prima manifestazione del senso di colpa, infine la caparbietà rabbiosa, la volontà di fare luce, di comprendere, di scoprire, di giudicare e punire. E un attimo prima che cali il sipario, la verità, tanto agognata e insieme altrettanto tenacemente nascosta; i fatti nudi e inerti, compiuti, immodificabili, che non assolvono e non condannano, ma che non si possono dimenticare.


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Il talento e il genio

Recensione di “Il soccombente” di Thomas Bernhard

Thomas Bernhard, Il soccombente, Adelphi

Thomas Bernhard, Il soccombente, Adelphi

Gli insegnanti di musica, e poi il maestro Horowitz, incomparabilmente superiore a tutti loro, che ribalta ogni prospettiva, getta una luce completamente nuova sulla musica e riduce quel che c’è stato prima di lui al semplice e marginale ruolo di strumento di comprensione, di strada da percorrere per raggiungere una meta. Horowitz, la meta, e i professori che lo hanno preceduto null’altro che gradini da salire per arrivarci: “Eppure quegli atroci maestri ci erano stati utilissimi per capire Horowitz a fondo”.


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Nel cupo, selvaggio splendore d’Islanda

Recensione di “Un caso archiviato” di Arnaldur Indridason

 
recensione - Arnaldur Indrioason, Un caso archiviato, Guanda

 Arnaldur Indridason, Un caso archiviato, Guanda

 

Erlendur Sveinsson è un solitario. Un detective della polizia di Reykjavik taciturno, ostinato, efficiente. E ombroso, tetro e inquieto come la bellezza selvaggia, primitiva e incomprensibile della sua terra. Come ognuno di noi, Sveinsson ha i suoi segreti, che custodisce dentro di sé con gelosia d’amante, convinto che l’unica possibile modalità d’espressione del dolore sia il silenzio.Leggi tutto »Nel cupo, selvaggio splendore d’Islanda

Morselli, Pizia letteraria

recensione - Guido Morselli, Il comunista, Adelphi

Guido Morselli, Il Comunista, Adelphi

Ignorato in vita (tragicamente troncata da un suicidio nel 1973), Guido Morselli, uno dei più originali, intelligenti e talentuosi autori del panorama letterario italiano, viene scoperto ad appena un anno dalla scomparsa. La sua vasta produzione incontra immediatamente i favori di critica e pubblico, eppure, nonostante questo palese riconoscimento (meritorio, ancorché tardivo), o forse proprio a causa di esso, lo scrittore bolognese resta ancora oggi una sorta di curiosità, di oggetto misterioso; un nome noto, anche se non notissimo, cui si continua a guardare come a una sorpresa inaspettata, un’eccentricità, una pietra su cui si inciampa per caso e che solo una volta raccolta rivela le proprie particolarità, pregi che non solo la rendono diversa da tutte le altre ma la fanno somigliare a un prezioso gioiello.


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