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Discorso Giusto, Discorso Ingiusto

Recensione de “Le nuvole” di Aristofane

Aristofane, Le Nuvole, Bur

Una satira accesa di rancore e di rimpianto, una comicità immediata, folgorante, che insiste sulla deformazione grottesca dei caratteri, sulla genialità delle soluzioni linguistiche, sulla sorpresa l’imprevedibilità e il paradosso; un meccanismo narrativo perfetto, il cui procedere scatena nel lettore una tempesta di emozioni contrastanti che tuttavia miracolosamente convivono tra loro: liberatori scoppi di risa, indignazione, malinconia e spensieratezza.


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Il mistero buffo di una trappola

Recensione di “Trappola per topi” di Agatha Christie

Agatha Christie, Trappola per topi, Mondadori

Agatha Christie, Trappola per topi, Mondadori

“La logica non lo spiega. Non spiega perché, con tutti i capolavori che vanta il teatro, proprio Trappola per topi si replichi a grande richiesta da ormai trent’anni e sia diventata qualcosa tra l’istituzione nazionale e l’attrattiva turistica, sul genere di Buckingham Palace. Nemmeno l’autrice aveva le idee molto chiare, in merito. «È il tipo di commedia alla quale si può portare chiunque» aveva cercato di teorizzare con un giornalista.


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Perché sospirare?

Recensione di “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare

William Shakespeare, Molto rumore per nulla, Mondadori

William Shakespeare, Molto rumore per nulla, Mondadori

La tragedia e la commedia, il complotto e lo scherzo, l’amore dissimulato e quello sbocciato d’improvviso; e ancora la verità e la menzogna, la lealtà e il tradimento, la disperazione e il lieto fine. Gli affanni, e il loro scioglimento; il tumultuare dei sentimenti, che ogni cosa colorano d’eccesso e nel bene come nel male non conoscono che sfrenatezza; il severo e saggio incedere del tempo e la divertita complicità del caso, geni dispettosi ma di buon cuore che al momento opportuno riportano ordine e giustizia e pace nel caos delle umane debolezze.


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Come una madre distratta, o degenere

Recensione di “Il villaggio di Stepàncikovo” di Fedor Dostoevskij

 
recensione Fedor Dostoveskij, Il villaggio di Stepàcinkovo, Sellerio

 Fedor Dostoveskij, Il villaggio di Stepàcinkovo, Sellerio

“Di dove fosse sbucato, è avvolto nelle tenebre del mistero […]. Dicevano anzitutto ch’egli, non so quando né dove, fosse stato funzionario, che avesse non so dove sofferto, e, ben s’intende, «per la verità». Dicevano ancora che si fosse un tempo occupato a Mosca di letteratura. Non è a stupire: la crassa ignoranza di Fomà Fomìc non poteva certo esser d’inciampo alla sua carriera letteraria.


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Volti deformi dietro scintillanti maschere comiche

Recensione di “Il Tartufo” di Molière

molière, Il tartufo, Garzanti

Molière, Il Tartufo, Garzanti

La scrittura intesa come occasione di verità; la sua interpretazione, preferibilmente recitata sul palcoscenico di un teatro, considerata quale strumento principe della sua diffusione; infine l’artista, che nella molteplice veste di regista, attore e autore si assume il compito di leggere il reale, di comprenderlo e svelarlo, raccontandolo con voce forte e decisa.


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La verità canzonata in palcoscenico

Recensione di “L’importanza di essere onesto” di Oscar Wilde

Oscar Wilde, L'importanza di essere onesto. Mondadori

Oscar Wilde, L’importanza di essere onesto, Mondadori

 
Londra, St. James’s Theatre, 14 febbraio 1895. Debutta, ottenendo uno straordinario successo di pubblico, The importance of being Earnest di Oscar Wilde (L’importanza di essere onesto, volonterosa ma insufficiente, e insoddisfacente, traduzione italiana del titolo, paga l’impossibilità di salvare il gioco di parole tra l’aggettivo, earnest, e il nome proprio di uno dei personaggi, Ernest, che caratterizza lo svolgersi della pièce). Ultimo lavoro teatrale del grande autore irlandese, la commedia è un assoluto capolavoro letterario.


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L’uomo comune di Menandro: l’antieroe senza eroi

Recensione di “Il misantropo” di Menandro

Menandro, Il misantropo, BUR

Menandro, Il misantropo, BUR

Intatta quanto a forza comica e vivacità espressiva rispetto alla commedia antica aristofanesca, la commedia nuova di Menandro se ne differenzia in un punto fondamentale; mentre nelle opere di Aristofane è centrale la difesa della polis, della superiorità etica e politica di Atene (ai suoi tempi minacciata e già in piena decadenza, ma sostanzialmente ancora viva), in quelle di Menandro il destino della Grecia, ormai segnato, perde del tutto d’importanza.


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Il tragicomico destino di Falstaff

Recensione di “Le allegri comari di Windsor” di William Shakespeare

recensione - William Shakespeare, Le allegre comari di Windsor, BUR

William Shakespeare, Le allegre comari di Windsor, BUR

Nessun autore più di William Shakespeare ha saputo donare alla letteratura personaggi indimenticabili e immortali; non semplicemente modelli per la costruzione dei caratteri a venire, ma autentiche incarnazioni dei vizi, delle passioni, delle ossessioni, dei nobili sentimenti e delle abiezioni che ne contraddistinguono l’agire sulla scena:Leggi tutto »Il tragicomico destino di Falstaff

Il peccato originale dell’umanesimo

Recensione di “Mandragola” di Niccolò Machiavelli

 

recensione - Niccolò Machiavelli, Mandragola, BUR

Niccolò Machiavelli, Mandragola, BUR

“Si rida dunque degli errori degli uomini, poiché è sforzo vano cercare di correggerli”. Attribuita a Niccolò Machiavelli, questa amara, disincantata sentenza costituisce la morale (se di morale è il caso di parlare) e il senso ultimo del suo capolavoro comico, La Mandragola, commedia in cinque atti considerata dalla critica una delle opere più belle e importanti dell’intera storia della letteratura.


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