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filosofia

Lo splendore del “romanzo-non romanzo”

Recensione de “L’uomo senza qualità” di Robert Musil

Robert Musil, L'uomo senza qualità. Newton
Robert Musil, L’uomo senza qualità, Newton Compton

Sospeso tra possibilità e impossibilità, congelato nel passaggio tra potenza e atto, espressione di tutto ciò che può essere espresso e nello stesso tempo muto abisso d’inesprimibilità, L’uomo senza qualità di Robert Musil, una delle opere più significative del Novecento letterario, ha nella contraddizione, nel rifiuto esasperato e testardo dell’univocità, tanto il proprio atto fondativo quanto la propria finalità.


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Il pensiero libero, maledetto dalla tirannide

Recensione di “Etica” di Baruch Spinoza

 

Baruch Spinoza, Etica
Baruch Spinoza, Etica

Assiomi, definizioni. E proposizioni rigorosamente dimostrate. E infine corollari e scolii. Un impianto certo, solido, mutuato dal procedere della geometria per spiegare nel modo più chiaro e distinto possibile la realtà (dunque Dio e la natura, considerate una sola e medesima sostanza, e insieme l’uomo, il suo carattere e il suo modo di condursi nel mondo).


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Quando la filosofia investiga

Recensione di “Aristotele e il giavellotto fatale” di Margaret Doody

 

Margaret Doody, Aristotele e il giavellotto fatale, Sellerio Editore
Margaret Doody, Aristotele e il giavellotto fatale, Sellerio Editore

Un luogo chiuso (la palestra di un ginnasio), un tragico incidente (un giovane ucciso dal lancio di un giavellotto), l’indubbia identificazione del responsabile (colui che ha scagliato l’arma); tre elementi che, se non fossero costitutivi di un racconto giallo, basterebbero all’accertamento della verità. Invece rischiano di essere addirittura d’intralcio alla soluzione di quello che in realtà è un delitto, un diabolico assassinio.


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L’eterna vigilanza per la libertà

Recensione de “La società aperta e i suoi nemici” di Karl R. Popper

Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, Armando
Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, Armando

Il più diffuso luogo comune sulla filosofia la qualifica, impietosamente, come disciplina incomprensibile e, quel che è peggio, del tutto inutile. Il fatto che questi giudizi in qualche raro caso risultino inconfutabili (il luogo comune, del resto, è banale ma non necessariamente falso) dimostra soltanto che anche nelle più miopi sentenze si può trovare un fondo di verità e rischia di allontanare schiere di lettori da opere di grande valore e di ancor maggior importanza.


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