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Premi Nobel per la Letteratura

 

Gli autori e le opere che hanno ottenuto il massimo riconoscimento letterario.

L’innocenza perduta su un’isola

Recensione di “Il signore delle mosche” di William Golding

William Golding, Il signore delle mosche, Mondadori

È il pensiero a darsi battaglia ne Il signore delle mosche, l’opera più celebre del romanziere britannico William Golding, Nobel per la Letteratura nel 1983. Quel che a prima vista sembra essere semplicemente un romanzo d’avventura, infatti, cela, tra le pieghe della trama, ben altra profondità.Leggi tutto »L’innocenza perduta su un’isola

Timshel, tu puoi

Recensione de “La valle dell’Eden” di John Steinbeck

John Steinbeck, La valle dell’Eden, Mondadori

“Il romanzo di maggiore risonanza del secondo dopoguerra è […] East of Eden (La valle dell’Eden), grande affresco sociale […] strutturalmente vario e complesso, che segna un momentaneo ritorno tematico alla California. Secondo Laura Hobson, Steinbeck lo concepisce con l’intento di dedicarlo ai figli, per far loro conoscere la storia della migrazione dei propri antenati che intrapresero il cammino verso l’Ovest dopo la guerra civile.

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La grammatica dell’odio

Recensione di “La città e i cani” di Mario Vargas Llosa

Mario Vargas Llosa, La città e i cani, Einaudi

L’esuberanza fiammeggiante dell’adolescenza, il sorgere incerto dell’amicizia virile, il tumultuare, spesso ingovernabile, dei sentimenti, e la disciplina imposta del collegio militare, le regole ferree e il desiderio bruciante di trasgredirle, la voglia di rivendicare la propria unicità, di difenderla da tutto e da tutti, dai compagni di camerata come dalla maligna impersonalità di ufficiali e sottufficiali, maschere e tentacoli dell’istituzione, dall’uniforme sovrapporsi delle giornate sempre uguali a se stesse, segnate dai riti collettivi dell’appello, delle lezioni e delle esercitazioni.

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L’incolmabile distanza

Recensione di “Uomini e topi” di John Steinbeck

John Steinbeck, Uomini e topi, Bompiani

Uomini e topi è il piccolo grande capolavoro dell’America del Novecento. Ed è, insieme a Furore, l’opera di John Steinbeck più venduta nel mondo. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1937, ancora oggi è tra i libri di testo più usati nelle scuole di tutti i Paesi di lingua inglese. In Italia piacque a Cesare Pavese che infatti lo tradusse nel 1938 per Bompiani.Leggi tutto »L’incolmabile distanza

La lingua prigioniera

Recensione de “Il libro di un uomo solo” di Gao Xingjian

Gao Xingjian, Il libro di un uomo solo, Rizzoli
Gao Xingjian, Il libro di un uomo solo, Rizzoli

Lui è il tempo trascorso e incancellabile del dolore e della menzogna, della delazione continua, della paura incessante, la cui ombra era ovunque, di ciò che andava fatto e detto, effimero, passeggero come un temporale estivo e malgrado ciò ineludibile, ferreo e ultimativo come un comandamento, assoluto come un atto di fede.

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Verso il baratro dello scacco matto

Recensione di “Aspettando i barbari” di John Maxwell Coetzee

John Maxwell Coetzee, Aspettando i barbari, Einaudi
John Maxwell Coetzee, Aspettando i barbari, Einaudi

Un’anonima cittadina fortificata agli estremi confini di un non ben definito Impero. Poco lontano, un lago le cui acque stanno diventando sempre più salate; tutto intorno la sterminata uniformità del deserto e al di là di quella distesa gli indistinti contorni delle montagne.

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La lanterna magica e l’abisso

Recensione de “Il tamburo di latta” di Günter Grass

Gunter Grass, Il tamburo di latta, Feltrinelli
Gunter Grass, Il tamburo di latta, Feltrinelli

Nano per scelta (perché la statura significa età adulta, e l’età adulta implica responsabilità, e la responsabilità è sempre e inevitabilmente colpa), Oskar Matzerath, protagonista de Il tamburo di latta, folgorante romanzo d’esordio dello scrittore tedesco Günter Grass (premio Nobel per la letteratura nel 1999), è la coscienza inquieta di un Paese intero, lo specchio della sua follia, della sua deriva, del suo naufragio, il simbolo della sua discesa agli inferi.Leggi tutto »La lanterna magica e l’abisso

Ikuogiona e la voce di Dio

Recensione di “Il salto mortale” di Oe Kenzaburo

Oe Kenzaburo, Il salto mortale, Garzanti
Oe Kenzaburo, Il salto mortale, Garzanti

Tokyo, 20 marzo 1995. Alcuni membri della setta religiosa Aum Shinrikyo, fondata otto anni prima da Shoko Asahara, disperdono nei sotterranei della rete metropolitana cittadina un gas nervino letale, il sarin. Il loro gesto ha tragiche conseguenze: dodici persone innocenti muoiono e altre seimila rimangono intossicate.

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Una successione di leggere variazioni

Recensione di “Il bambino scambiato” di Oe Kenzaburo

Oe Kenzaburo, Il bambino scambiato, Garzanti
Oe Kenzaburo, Il bambino scambiato, Garzanti

L’oggi è un tempo sospeso, un battito di ciglia in un rincorrersi continuo di slittamenti temporali, di ricordi che ne evocano altri, di particolari che si svelano d’improvviso e illuminano il presente di una luce nuova, di un significato prima di allora neppure immaginato. L’oggi è una variazione incessante, un ininterrotto vibrare, un mutare impercettibile; è il fluire dell’acqua, un’illusione d’identità sgretolata nel processo infinito del divenire.


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Soli, in una terra abitata e sconosciuta

Recensione di “Nessuno al mio fianco” di Nadine Gordimer

 
Nadine Gordimer, Nessuno al mio fianco, Feltrinelli
Nadine Gordimer, Nessuno al mio fianco, Feltrinelli

È un Sudafrica inquieto, libero dalle odiose catene dell’apartheid ma non ancora cosciente di esserlo e incapace di distinguere tra orgoglio legittimo e vuota tracotanza, quello che fa da sfondo a Nessuno al mio fianco di Nadine Gordimer, tormentato romanzo intimista che attraverso l’odissea personale di due coppie di amici si interroga tanto sul futuro di un Paese sospeso tra inferno e paradiso quanto sulla necessità (e insieme sulla loro sostanziale inafferrabilità) dei rapporti interpersonali, siano essi d’amore, d’amicizia, di filiazione o militanza.

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