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Shoah

Lo sterminio a processo

Recensione di “La banalità del male” di Hannah Arendt

Hannah Arendt, La banalità del male, Feltrinelli

1961. Adolf Eichmann, burocrate nazista “esperto” di questioni ebraiche e attivamente coinvolto nell’organizzazione delle operazioni di sterminio degli ebrei, viene processato a Gerusalemme. Era stato catturato in Argentina quasi un anno prima da un gruppo di agenti segreti israeliani. Queste le accuse a suo carico: aver commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la seconda guerra mondiale. 
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Riflesso di un’incombente oscurità

Recensione di “La famiglia Moskat” di Isaac B. Singer

Isaac B. Singer, La famiglia Moskat, Tea

Città prigione dove una dinastia nasce e si consuma, orizzonte angusto e chiuso al cui interno ricchezze crescono e si dissolvono, Varsavia, silenziosa e fredda, distante da coloro che la affollano, che cercano di viverla, che spendono i loro giorni affannati nella penombra delle case, nell’esibita povertà delle strade, nella bellezza pallida e sfiorita dei giardini, è la principale protagonista de La famiglia Moskat (in Italia pubblicato da Tea nella traduzione di Bruno Fonzi), riconosciuto capolavoro di Isaac Bashevis Singer.

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Vernichtungslager

Recensione di “La lista di Schindler” di Thomas Keneally

Thomas Keneally, La lista di Schindler, Fassinelli
Thomas Keneally, La lista di Schindler, Frassinelli

“Schindler scoprì attraverso le sue fonti che le camere a gas di Belzec erano state completate nel marzo di quell’anno sotto la supervisione di una ditta di Amburgo e di ingegneri delle SS provenienti da Oranienburg. Stando alla testimonianza di Bachner, le camere a gas potevano sostenere tremila uccisioni giornaliere. Erano in fase di costruzione dei forni crematori, per timore che gli antiquati sistemi di eliminazione dei cadaveri ponessero un freno ai nuovi metodi di sterminio.


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Dopo la guerra, la guerra continua

Recensione di “Dopo la guerra” di Harvé Le Corre

Hervé Le Corre, Dopo la guerra, E/O
Hervé Le Corre, Dopo la guerra, e/o

La ferocia può avere il volto del gelido vento d’inverno, somigliare a una maligna corrente d’aria che soffia senza sosta e bracca uomini e cose penetrando dappertutto, trasformando ogni goccia di pioggia in un velenoso stiletto di ghiaccio, cristallizzandosi come un maligno incantesimo nei rivoli d’acqua sporca disseminati a ridosso dei marciapiede.


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Il debito inestinguibile di chi sopravvisse alla morte

Recensione di “Necropoli” di Boris Pahor

 
Boris Pahor, Necropoli, Fazi Editore
Boris Pahor, Necropoli, Fazi Editore

Il pensiero ridotto a memoria, a ricordo, a trauma e condannato a rincorrere i propri fantasmi nell’eterno ritorno di passato e presente. E la vita e la morte che a tal punto violentano la propria natura da diventare l’una eredità dell’altra, l’una sorella dell’altra.


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Una verità definitiva che non può bastare

Recensione di “Gli scomparsi” di Daniel Mendelsohn

Daniel Mendelsohn, Gli scomparsi, Neri Pozza
Daniel Mendelsohn, Gli scomparsi, Neri Pozza

Una famiglia, sei persone, padre, madre e quattro figlie. Una famiglia sterminata dalla brutalità nazista nella cittadina polacca di Bolechow. Ma quando esattamente? E come si è svolto il massacro? Chi è stato ucciso per primo? E qualcuno ha provato a nascondersi, a scappare? Cosa è accaduto di preciso?Leggi tutto »Una verità definitiva che non può bastare

Alla ricerca di Dio nella terra dei goyim

Recensione di “In principio” di Chaim Potok

recensione - Chaim Potok, In principio, Garzanti
Chaim Potok, In principio, Garzanti

L’eccitata fantasia di un bambino, la sua sensibilità nervosa, fiammeggiante, che di ogni esperienza disegna arabeschi e intanto immagina, interpreta, sogna il progressivo formarsi del mondo. E la voce dei genitori; il soffio caldo e rassicurante della madre, poi l’autorevole timbro paterno, ragione di tutto quel che accade e principio stesso della vita.

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