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Una scrittrice che non ama i romanzi e un libro indimenticabile

84-charing-cross-road-helene-hanff-recensione“La storia dietro la storia di questa corrispondenza […] è assai divertente. Giovane intellettuale,

piena di gusto e di ambizioni letterarie, Helene Hanff deve abbandonare, a causa delle precarie condizioni economiche familiari, dopo un solo anno di frequenza, l’università che era riuscita a raggiungere grazie a una borsa di studio […]. Incompatibile per carattere con qualsiasi normale lavoro d’ufficio, preferisce avventurarsi in una serie di attività precarie, piuttosto che trascurare la sua passione innata per la letteratura e la scrittura […]. Così, parallelamente al necessario impegno lavorativo – sempre e comunque legato ad attività editoriali – inizia, con una tenacia degna di miglior causa, una sua educazione letteraria autodidattica. Alla ricerca di una guida, scopre presto tra gli scaffali di una biblioteca alcune raccolte di critica letteraria del professore di letteratura inglese presso l’università di Cambridge, Arthur Quiller-Couch. È una simpatia a prima vista […]. Comincia così una rincorsa inesausta per reperire le opere citate con intelligenza e umorismo dall’illustre professore che, di rinvio in rinvio, le fa percorrere secoli di squisita prosa, di ottimi versi […]. Inizia […] di pari passo un amore sempre più forte per la letteratura inglese, per il paese che ha dato i natali a tanti splendidi antenati, per la città di Londra come centro focale di questa ricerca appassionata delle proprie origini linguistiche e culturali. Scartate le grandi librerie specializzate […] la casuale scoperta della libreria antiquaria londinese le fa abbandonare immediatamente i negozietti locali di libri usati dove aveva iniziato a fare acquisti per la sua biblioteca personale. Marks & Co. la collega idealmente a Londra, e non solo idealmente le fornisce deliziosi volumi ben rilegati che hanno il sapore di chi li ha scritti, che conservano ancora l’amore di chi li ha letti prima di lei, l’odore delle biblioteche delle case di campagna inglesi. Una corrispondenza che inizia nel 1949, che si allarga, che a volte si dirada, fino alla brusca interruzione nel 1969; ma che piano piano ha preso la consistenza di un pezzo di vita. Un pezzo di vita importante, che Helene Hanff non vuole relegare in un cassetto assieme alle lettere che vanno via via schiudendosi. L’idea di raccogliere questa corrispondenza in un libro le pulsa nel cuore all’improvviso, come una necessità improrogabile, a scacciare la tristezza che l’ultima comunicazione di Marks & Co. le ha trasmesso. Il bisogno di tenere in vita questo filo sentimentale con ‘l’Inghilterra della letteratura’ che, dipanandosi da 84, Charing Cross Road si è ormai radicato in lei negli ultimi vent’anni, la spinge a ricercare le lettere ammonticchiate su uno scaffale tra i libri, a riorganizzarle per la pubblicazione”. La particolarissima, anzi unica atmosfera che le splendide, perfette pagine (poco più di un centinaio) di 84, Charing Cross Road (indirizzo della libreria antiquaria Marks & Co., amatissima da Helene Hanff, autrice di questo piccolo capolavoro) evocano, si ritrova intatta nella bella postfazione di Marina Premoli che impreziosisce l’edizione italiana del libro, pubblicata da Archinto a sua cura, e per qualche istante rinnova il piacere della lettura (ahimè troppo breve) di questa corrispondenza ventennale che illumina, oltre a libri e ad autori che, sia detto senza vergogna per alcuno, ben pochi conoscono (chi scrive, perdutosi a più riprese in una messe di nomi mai incontrati, ha potuto tirare qualche sospiro di sollievo solo di fronte a John Donne, Alexis de Tocqueville, Kenneth Grahame, Geoffrey Chaucer, Laurence Sterne, William Blake, George Bernard Shaw e Robert Louis Stevenson), persone la cui sommessa e autentica umanità, che se si provasse a ritrarre per un carattere di fantasia suonerebbe insopportabilmente falsa, disturbante addirittura, muove a una commozione che profuma di sollievo, di speranza.

84, Charing Cross Road è un libro che non somiglia a nessun altro, è un capolavoro di semplicità e verità, è la cronaca nuda di una passione per tutti quei libri che non sono romanzi (con la significativa eccezione di Orgoglio e pregiudizio  di Jane Austen, altro nome non ignoto al sottoscritto, ma questo non vale, è fin troppo facile), e che dunque si rivelano saggi di critica letteraria, riflessioni personali, ritratti di costume, diari, opere politiche (impossibile qui non citare nuovamente de Tocqueville e il suo più che celebre La democrazia in America) e che Helene Hanff, scrittrice americana con pochi soldi ma perdutamente innamorata di “vecchi libri inglesi”, non può fare a meno di cercare e di avere. E la sua ricerca, così come i suoi acquisti, nel momento in cui approdano alla libreria antiquaria Marks & Co. (e principalmente nella persona del preparatissimo libraio Frank Doel, che finirà per diventare l’unica persona al mondo in grado di capire la Hanff, come la stessa Hanff finisce per dichiarare) trova esattamente ciò che desidera. 84, Charing Cross Road fin dal principio promette, di più, assicura un lieto fine (per quanto agrodolce) ma questa sua caratteristica non è che uno dei suoi innumerevoli pregi. Il nitido splendore di queste pagine è una storia accaduta; per quanto minima è impossibile da dimenticare. Per nostra fortuna.

Chiudo queste righe con una piccola punta polemica. È opinione comune, o forse bisognerebbe dire comune sentire, che i romanzi epistolari siano una lettura inutile, soprattutto perché noiosi (aggettivo che accetto di scrivere solo perché necessario al mio tentativo di confutazione). Bene, mi permetto di citare tre titoli che a mio modesto avviso contraddicono alla radice un tale punto di vista: Le relazioni pericolose, l’opera più crudele della storia della letteratura (giudizio che ho inaspettatamente, ma con gran compiacimento, ritrovato in Proust), Dracula e Frankenstein (solo parzialmente epistolare, ma a questo fine non importa) capolavori indiscussi e indiscutibili la cui definizione di classico non può essere revocata in dubbio. Aggiungeteci ora 84, Charing Cross Road. Ce n’è abbastanza per mutare avviso, non vi pare?

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