“George Berkeley fu un vescovo irlandese vissuto tra il 1685 e il 1753 […]. Pensava che la filosofia
del tempo e la scienza rappresentassero una minaccia per la concezione cristiana della vita. Inoltre era convinto che un materialismo sempre più conseguente costituisse un pericolo per la fede cristiana, secondo la quale Dio aveva creato e conservava tutto ciò che esiste in natura […]. Allo stesso tempo Berkeley fu uno degli empiristi più coerenti […]. Secondo Berkeley, le cose del mondo sono proprio come le percepiamo, ma non sono ‘cose’ […]. Locke aveva affermato che non siamo in grado di pronunciarci sulle qualità secondarie delle cose; non possiamo dire che una mela è rossa e dolce: siamo noi a percepire la mela in questo modo. Ma Locke aveva anche detto che le qualità primarie, come la forma e il peso, appartengono veramente alla realtà esterna che ci circonda […]. Berkeley mise in dubbio questa conclusione, e lo fece sostenendo un empirismo estremo. Disse che l’unica cosa che esiste è ciò che percepiamo con i sensi, ma noi non percepiamo la ‘materia’ o la ‘sostanza materiale’. Presupporre il fatto che non percepiamo qualcosa che abbia una ‘sostanza’ persistente significa saltare a una conclusione affrettata: non abbiamo prove suffragate dall’esperienza per giungere a un’affermazione di questo genere […]. Berkeley non mette in dubbio soltanto la realtà materiale […]. Si chiede anche se lo ‘spazio’ e il ‘tempo’ abbiano un’esistenza autonoma e assoluta. Perfino la nostra esperienza del tempo e dello spazio può essere qualcosa che si trova soltanto nella nostra coscienza”. Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder (Longanesi, traduzione di Margherita Podestà Heir), caso editoriale al principio degli anni Novanta del secolo scorso, romanzo sulla filosofia (e più ancora sulla storia della filosofia), si può forse ricondurre, quanto alla sua architettura, e in special modo alla realtà, sottile e multiforme, che costruisce, alla filosofia di George Berkeley, al suo empirismo tanto coerente in premesse e conclusioni da risultare paradossale. Perché mentre si legge questo libro (consapevolmente lasciato da parte per moltissimo tempo e preso in mano soltanto nelle ultime settimane di questa estate interminabile e rovente) non è possibile non chiedersi cosa stia davvero accadendo e dove. In una parola, cosa c’è di vero ne Il mondo di Sofia? Esiste la protagonista (ma è proprio la protagonista?) Sofia Amundsen, quindici anni, ed esiste il suo misterioso insegnante di filosofia, un uomo di nome Alberto che d’improvviso fa trovare alla ragazza curiose lettere nelle quali le domanda chi sia, da dove venga il mondo, come possano terra e acqua mutarsi in una rana…?
Certo, verrebbe da rispondere, Sofia e Alberto esistono, se non altro come oggetti di conoscenza dei pensatori che volta a volta (a partire dai presocratici per giungere fino a Darwin e infine spingersi alle ultime teorie scientifiche sull’origine dell’universo) vengono presentati alla ragazza e le cui teorie sul mondo, sull’uomo, sull’etica e la conoscenza sono squadernate e discusse (e sottoposte a critica, perché questo è quanto chiede un’autentica postura filosofica, ma sempre in un linguaggio estramamente chiaro e ben corredato da esempi), le cose tuttavia non sono così semplici, e non solo perché, a metà circa del romanzo si scopre (e in tal senso non erano mancati indizi nella prima parte dell’opera) che Alberto e Sofia altro non sono se non personaggi di un “manuale” di filosofia che un ufficiale dell’Onu, di stanza in Libano, sta scrivendo per la figlia Hilde, quindicenne come Sofia. Il romanzo, dunque, si fa d’improvviso metaromanzo, e proprio in questo momento le porte si aprono ancora perché si adombra – e proprio a opera di Alberto e Sofia – l’ipotesi che il maggiore dell’Onu non sia altro, a sua volta, che una scintilla nella coscienza di un’altra persona impegnata a scrivere, per la propria figlia prossima a compiere quindici anni, un romanzo filosofico nella cui trama sono presenti un ufficiale dell’Onu che scrive per la figlia e nel suo scritto inserisce come personaggi una ragazza di quindici anni di nome Sofia e un matura insegnante di filosofia di nome Alberto… E se così stessero davvero così, e non è detto che non sia questa la verità perché la verità, o se si preferisce la realtà, ha a che fare con la coscienza, o con lo spirito, ecco che Sofia e Alberto hanno la stessa consistenza del loro creatore, che forse è a sua volta soltanto creatura, e tutto ciò che fanno, così come tutto ciò che scrive l’ufficiale, è deciso altrove, da un’altra coscienza, da un’altra idea di cui loro sono semplicemente l’effetto, e cioè quel che loro stessi percepiscono (e con loro il lettore). Così, il romanzo sulla filosofia e la storia della filosofia si fa, nel suo dipanarsi, sempre più romanzo filosofico: l’autore del libro, chiunque egli sia, lascia briglia sciolta alla fantasia, e in questo modo pensa di dare prova della propria onnipotenza, cioè intende dimostrare che la realtà è il libro (qualità primaria per Locke, mentre quelle secondarie, sempre seguendo il filosofo inglese, sarebbero rappresentate da Sofia, Alberto e da tutti gli altri personaggi che si incontrano tra le pagine) e null’altro che il libro, ma la questione della libertà, della sua possibilità e dei suoi limiti, è complessa e a dimostrarlo sono ancora una volta Alberto e Sofia, che trovano il modo di eludere la sorveglianza di colui che pensano essere il loro demiurgo….
Il mondo di Sofia, come ci aspetta che faccia qualunque buona filosofia, non offre risposte né soluzioni definitive, buone per tutti in ogni tempo e non a caso il libro, dopo oltre cinquecento pagine, termina senza realmente finire; potrebbe continuare e personalmente credo continui nei pensieri del lettore, che non può fare a meno di provare a seguire Sofia e Alberto nella loro fuga fantastica né smettere di ascoltare il maggiore che discute con la propria amatissima figlia dell’infinito arazzo della conoscenza. Difficile chiedere qualcosa di più a un romanzo, non credete?
Eccovi l’incipit. Buona lettura.
Sofia Amundsen stava tornando da scuola.