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Dove il senso delle parole è rovesciato

“Céline ama Londra. Ama la città, la lingua inglese, gli abitanti, il porto e i dock, i quartieri popolari come le sponde del Tamigi e i musei. Questa predilezione è radicata nell’esperienza personale. Quando, nella primavera del 1915, arriva nella capitale britannica dopo essere stato riformato a causa di una grave ferita, Louis Destouches vive senza ombra di dubbio una specie di rinascita. Anzitutto sfugge all’inferno della guerra che infuria in Francia. Poi si libera dal peso della tutela parentale.… Leggi tutto »Dove il senso delle parole è rovesciato

Paura di, perduto

“Non c’è mai stata una perfetta concordanza tra gli avvenimenti vissuti da Céline e la loro rievocazione nei romanzi. Non ha forse raccontato l’Africa e gli Stati Uniti in Viaggio al termine della notte, pubblicato nel 1932, prima dell’infanzia in passage de Choiseul e del primo soggiorno in Inghilterra, che compaiono soltanto nel 1936 in Morte a credito? E Berlino in Nord dopo aver evocato Sigmaringen in Da un castello all’altro? E il soggiorno a Londra in Guignol’s Band molti… Leggi tutto »Paura di, perduto

L’irraggiungibile prossimo tuo

Recensione di “E non disse nemmeno una parola” di Heinrich Böll

Heinrich Böll, E non disse nemmeno una parola, Mondadori

Un uomo consumato dalla guerra. Una città devastata dalle bombe. Un donna, una madre, stravolta dalla fatica, dal dolore, dall’amore. E un labirinto di solitudini, di voci sussurrate, di pensieri che si rincorrono tra vicoli sudici, sfilacciano come fumo di sigaretta nell’uniforme grigiore del cielo, affogano nello stordimento a buon mercato assicurato dall’acquavite.Leggi tutto »L’irraggiungibile prossimo tuo

“Lo alleveremo”

Recensione di “L’animale d’allevamento” di Oe Kenzaburo

Oe Kenzaburo, L’animale d’allevamento, Il Sole 24 Ore

«Finché non sapremo che cosa ne pensano in città, lo alleveremo». Così un padre risponde al proprio figlio, curioso di sapere cosa accadrà a un prigioniero di guerra, un soldato americano di colore precipitato con il suo aereo nei pressi di un villaggio giapponese fino a quel momento mai toccato dai bombardamenti.
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Un cane, una gatta e la metà di niente

Recensione di “Il simpatizzante” di Viet Thanh Nguyen

Viet Thanh Nguyen, Il simpatizzante, Neri Pozza

Saigon, aprile 1975. La guerra del Vietnam è prossima al suo epilogo. Le forze comuniste guidate da Ho Chi Minh e la guerriglia Vietcong stanno per avere ragione dei loro avversari. L’esercito sudvienamita e le milizie loro alleate, qualla americana in testa, non possono fare altro che prendere atto della disastrosa situazione in cui si trovano; Saigon, ormai accerchiata, attende solo la capitolazione, mentre in ogni strada, in ogni casa, in ogni angolo ciascuno cerca una via d’uscita dall’incubo, un posto per sé e i propri cari su uno dei tanti mezzi pronti all’evacuazione.


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Amore e storia

Recensione di “La figlia del capitano” di Aleksandr Sergeevic Puskin

Aleksandr Puskin, La figlia del capitano, Bur

Si può considerare una sorta di testamento spirituale il lungo racconto La figlia del capitano di Aleksandr Sergeevic Puskin, pubblicato nell’inverno del 1836, pochi mesi prima che il grande scrittore, poeta e drammaturgo russo morisse a causa di una grave ferita subita in un duello d’onore (aveva sfidato Georges D’Anthès, presunto amante della moglie). La vicenda, che ha i contorni precisi di una cronaca storica e il tumultuoso andamento di una storia d’amore e d’avventura, narra del giovane Pëtr Andréevic Grinëv, figlio di un severo ufficiale ormai a riposo, che viene inviato dal padre in una fortezza distante una quarantina di chilometri dalla città di Orenburg: nelle intenzioni del genitore, il servizio militare, prestato lontano dagli svaghi e dalle raffinatezze di San Pietroburgo, sarà di fondamentale importanza nel percorso formativo del ragazzo. Leggi tutto »Amore e storia

In una vita, il vivere

Recensione di “Andrà tutto abbastanza bene” di Arianna Franzan

Arianna Franzan, Andrà tutto abbastanza bene, Priamo/Meligrana Editore

Un piccolo, prezioso tesoro di memorie. Un fascio di emozioni sospeso tra dramma e commedia, sorriso e pianto, investito ma non travolto dai grandi eventi della storia, immiserito ma non vinto dalla brutalità della guerra, ferito dall’ipocrisia del mondo, insultato dalla sua grettezza, dal suo egoismo, dalla sua nuda cattiveria e tuttavia salvato dalla compassione, dall’amore, dalla pietà, da un ottimismo ingenuo, fanciullesco e puro che ha il color del miele di un’alba limpida e l’abbandonata dolcezza di un abbraccio.Leggi tutto »In una vita, il vivere

La figlia del generale

Recensione de “La figlia” di Clara Usón

Clara Usón, La figlia, Sellerio
Clara Usón, La figlia, Sellerio

Onora il padre e la madre. Sii devoto e leale, sempre, verso coloro che ti hanno dato la vita e che per difenderla sono pronti, in qualsiasi momento, a sacrificare le loro; sii carne, anima e sangue con le loro carni, le loro anime e il loro sangue; sii lo stesso cuore, la medesima sostanza. Leggi tutto »La figlia del generale

Abele e Caino

Recensione di “La luna è tramontata” di John Steinbeck

John Steinbeck, La luna è tramontata, Mondadori
John Steinbeck, La luna è tramontata, Mondadori

Il principio si origina dalla fine, la resa si fa fondamento della rinascita e la sconfitta primo motore della rivincita. Schiacciate ma non asservite, volontà e dignità, il fiato mozzo dell’animale braccato il cui solo imperativo è sopravvivere, resistere a coloro che senza tregua lo cacciano, poco alla volta riacquistano il terreno perduto, l’affanno e il terrore mutano in tensione, in un generoso slancio vitale il cui obiettivo non è più, semplicemente, quello di continuare a respirare, di non cedere, di non morire, ma di riprendere il proprio posto usurpato.

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