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Molto più di un secolo

Recensione di “L’Italia nel Novecento” di Miguel Gotor

Miguel Gotor, L’Italia nel Novecento, Einaudi

Una storia d’Italia. Un quadro politico, economico, sociale e di costume che prende le mosse dagli ultimi anni del XIX secolo – per la precisione dal momento più buio e terribile della guerra d’Abissinia, la battaglia di Adua, che segnò una cocente sconfitta per l’esercito italiano, che fu “non una pugna, ma un macello” – e giunge fino alla rivoluzione tecnologico-digitale nella quale siamo immersi, che ancora una volta, come già tante volte accaduto nel passato di questo Paese, registra vincitori e vinti: i grandi colossi del web da una parte, lo sterminato esercito di “consumatori” della Rete, in grande maggioranza ignari della tragica marginalità del loro ruolo dall’altra.Leggi tutto »Molto più di un secolo

Un’eterna menzogna chiamata nazione

Recensione di “L’imperio” di Federico De Roberto

Federico De Roberto, L'Imperio, Rizzoli

Federico De Roberto, L’Imperio, Rizzoli

Concluso ma non esaurito l’affresco di un’Italia opportunista, vile e corrotta raccontata, nello splendido romanzo I Vicerè, attraverso “il decadimento fisico e morale di una stirpe esausta” (quella degli Uzeda di Francalanza, discendenti da una nobile schiatta spagnola), lo scrittore napoletano Federico De Roberto prosegue nella sua dolente, infiammata, irosa ma non per questo meno lucida, meno penetrante riflessione politico-sociale – “L’Italia è una putredine, e Roma è il cancro che la distrugge.


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Il vile patto d’affari tra mafia e politica

Recensione di “A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo, Adelphi

Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo, Adelphi

Elemento cardine di ogni intreccio giallo, la morte, nei romanzi di Leonardo Sciascia, proprio nel momento in cui compare cessa di essere un semplice (ancorché fondamentale) espediente letterario per assumere la ben più significativa valenza di simbolo, di trasparente metafora, di strumento di denuncia. Per il grande scrittore siciliano, infatti, l’omicidio è l’ultimo atto di un dramma che ha origini lontane, il precario epilogo di una storia innominabile e sordida, tragica e grottesca che in qualche modo riguarda un intero Paese, il suo impianto etico, politico e sociale.


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