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Un’odissea oltre l’Olocausto

Recensione di “Il pane del ritorno” di Franca Cancogni

Franca Cancogni, Il pane del ritorno, Bompiani

Per chi nasce ebreo è perversa fortuna avere un’unica misura della sofferenza. Per chi è figlio d’Israele alla sommità, così come alla base del proprio dolore, della propria deriva esistenziale, sembra non esserci altro che l’inumano sterminio della Shoah, l’Olocausto, il genocidio nazista. Per coloro che discendono da Abramo non pare possibile immaginare altra strada percorribile oltre quella che ha condotto milioni di persone ai cancelli dei campi di sterminio.

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La polifonia di un’anima e di una città

Recensione di “Le voci di Marrakech” di Elias Canetti

Elias Canetti, Le voci di Marrakech, Adelphi Editore

Pagine di impressioni, di sensazioni; pagine sature di colori, cariche di profumi, attraversate da un vociare continuo, dal frusciare delle vesti, dall’incessante frastuono della vita di uomini e animali. Le voci di Marrakech di Elias Canetti (che nella città marocchina soggiornò per un breve periodo nel 1954) è un piccolo miracolo letterario: la grazia della prosa, dolcissima nello stile e nello stesso tempo così densa, così forte nelle immagini e nelle descrizioni da sembrare la cronaca del più vivido dei sogni, dà al libro un’anima multiforme, un carattere imprevedibile e di assoluto fascino, una ricchezza unica.


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Un angelo a mezzanotte

Recensione di “Il posto delle bacche” di Evgenij Evtusenko

Evgenij Evtusenko, Il posto delle bacche, Einaudi

L’epilogo, con l’immensità dello spazio spalancata dinanzi allo sguardo orgoglioso e sperduto dell’uomo; il misterioso, ipnotico scintillare di miliardi di stelle che invita a riflettere sul mistero della creazione e sulla fioca ma caparbia luce gettata dalla scienza su quell’oscurità che ovunque è compagna di tutto ciò che vive, respira e pensa; il pulsare tumultuoso, così simile al forsennato galoppare del cuore di un neonato, del pianeta, la sua bellezza quasi indicibile, lo schiudersi, agli occhi, al cuore, all’anima e all’intelletto di colui che la contempla, del suo grembo generoso, di quella natura, insieme ospitale e matrigna, la cui è essenza è più impenetrabile di quella del cosmo infinito.Leggi tutto »Un angelo a mezzanotte

Al fiume basta la continuità

Recensione di “Nikawa” di William Least Heat-Moon

William Least Heat-Moon, Nikawa, Einaudi

William Least Heat-Moon, Nikawa, Einaudi

Sulle tracce della storia. Quella esaltante ed eroica dei Corps of Discovery agli ordini di William Clark e Meriwether Lewis, che al principio del XIX secolo attraversarono un Ovest ancora selvaggio e inesplorato per raggiungere la costa bagnata dall’Oceano Pacifico; e insieme quella artistico-avventurosa di Karl Bodmer, talentuoso pittore che il principe tedesco Massimiliano volle accanto a sé nella spedizione che organizzò e che partì alla volta dell’America del Nord nel 1832.


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La grammatica del mondo

Recensione di “La ripetizione” di Peter Handke

Peter Handke, La ripetizione, Garzanti

Peter Handke, La ripetizione, Garzanti

Scoperta di sé e dissoluzione. Ricerca e ritrovamento. Palingenesi. Alba di tutte le cose. Il lento sgretolarsi di tutto ciò che crediamo di conoscere e il parallelo ricomporsi del vivo e dell’inanimato; il persistere, nel ricordo, delle persone, e il formarsi, come di concrezioni di roccia, del cielo e della terra, d’alberi, laghi, fiumi e montagne, di foreste e campi coltivati.


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La miseria di un uomo vivo

Recensione di “Il clan dei Mahé” di Georges Simenon

Georges Simenon, Il clan dei Mahé, Adelphi

Georges Simenon, Il clan dei Mahé, Adelphi

Il viaggio, metafora fin troppo trasparente e abusata della presa di coscienza di sé, del tempo perduto, della vita mai davvero vissuta, riflesso nello specchio deformante della vacanza borghese, della villeggiatura quieta e noiosa, muta nel suo opposto, inciampa in un opaco groviglio di rimpianti, si smarrisce in un cortocircuito pensieri confusi, di desideri intensi e inesplorati, di sogni a occhi aperti che hanno il sapore metallico degli incubi, e finisce per ritrovarsi sempre nello stesso luogo, coincidenza di principio e fine, illusorio spiraglio di libertà, replica odiosa eppure irresistibile della quotidiana prigionia dell’esistere.Leggi tutto »La miseria di un uomo vivo

Un ombrello rovesciato di convinzioni e speranze

Recensione di “Sulla strada” di Jack Kerouac

Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori

Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori

Sulla strada, uscito in America nel 1957, compare due anni dopo nella storica collana «Medusa» di Mondadori, tradotto da Magda de Cristofaro, con una prefazione di Fernanda Pivano. Da allora quel libro e, in misura minore, gli altri di Jack Kerouac hanno conosciuto qui da noi (ma anche in Francia e in Germania) una fortuna ininterrotta, sull’onda di decine di migliaia di tascabili l’anno […].

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Come la volontà di Dio

Recensione di “La figlia dello straniero” di Joyce Carol Oates

Joyce Carol Oates, La figlia dello straniero, Mondadori

Joyce Carol Oates, La figlia dello straniero, Mondadori

Quanti segreti può nascondere un’anima? Quanto dolore tollerare?  Da quanto amore, e paura, e orgoglio, e menzogna, e bisogno di confessare la verità può essere attraversata una vita che sia davvero possibile vivere? Un’esistenza che ci sia consentito affrontare senza soccombere? A queste terribili domande si trova costretta a dare una risposta, fin dalla più tenera età, Rebecca Schwart, tenace e tragica protagonista de La figlia dello straniero di Joyce Carol Oates.Leggi tutto »Come la volontà di Dio

La balena, confine invalicabile di ogni ambizione

Recensione di “Moby Dick” di Herman Melville

Herman Melville, Moby Dick, Mondadori

Herman Melville, Moby Dick, Mondadori

Nella staticità forzata di un viaggio per mare, nella presenza opprimente dell’infinità che da ogni lato circonda i naviganti, negli spazi chiusi, saturi e claustrofobici di una nave, che per l’equipaggio è al medesimo tempo casa e prigione, nel ribollire incessantemente minaccioso dell’ignoto, nel paziente ricamo di un ineluttabile destino di tragedia.

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Dalla vastità dell’orizzonte alla meraviglia del dettaglio

Recensione di “In viaggio con le amiche” di Isa Grassano

Isa Grassano, In viaggio con le amiche, Newton Compton

Isa Grassano, In viaggio con le amiche, Newton Compton

Per sua natura, il viaggio è un materiale narrativo sfuggente. La sua dimensione, pubblica quanto a mete prescelte, è per molti altri aspetti squisitamente intima e coinvolge sentimenti, emozioni, stati d’animo. Raccontarlo per intero, dunque, valorizzandone come merita la complessità, significa dar corpo a una scrittura multiforme, adattabile, capace di aprirsi alla vastità dell’orizzonte e un attimo dopo di soffermarsi sulla meraviglia di un singolo dettaglio.


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