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Naturgemälde

Recensione di “L’invenzione della natura” di Andrea Wulf

Andrea Wulf, L’invenzione della natura. Le avventure di Alexander von Humboldt, l’eroe perduto della scienza, Luiss University Press

“Descritto dai suoi contemporanei come l’uomo più famoso al mondo dopo Napoleone […] Humboldt influenzò molti dei più grandi pensatori, artisti e scienziati del suo tempo. Thomas Jefferson lo considerava tra i principali artefici della ‘bellezza’ della sua epoca. Charles Darwin scrisse che ‘niente mi ha mai infervorato tanto come la lettura di Personal Narrative di Humboldt’, affermando che senza di lui non si sarebbe mai imbarcato sul Beagle, né avrebbe mai concepito Origin of Species. Sia William Wordsworth che Samuel Taylor Coleridge fecero propria nei loro componimenti poetici la concezione humboldtiana della natura.

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La cometa e l’ateo virtuoso

Recensione di “Pensieri sulla cometa” di Pierre Bayle

Pierre Bayle, Pensieri sulla cometa, Laterza (2 volumi)

Il Seicento. Il Grand Siècle. La temperie culturale è vivacissima. Baruch Spinoza suscita scandalo e infinite polemiche con la pubblicazione delle sue opere, il Tractatus Theologico-Politicus, l’Ethica more geometrico demonstrata; la legge di gravitazione universale di Isaac Newton spalanca nuovi orizzonti alla scienza; lo stesso Newton e Leibniz giungono, ciascuno per proprio conto (disputandosene poi a muso duro la paternità) alla scoperta del calcolo infinitesimale.


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Lo splendore del “romanzo-non romanzo”

Recensione de “L’uomo senza qualità” di Robert Musil

Robert Musil, L'uomo senza qualità. Newton

Robert Musil, L’uomo senza qualità, Newton Compton

Sospeso tra possibilità e impossibilità, congelato nel passaggio tra potenza e atto, espressione di tutto ciò che può essere espresso e nello stesso tempo muto abisso d’inesprimibilità, L’uomo senza qualità di Robert Musil, una delle opere più significative del Novecento letterario, ha nella contraddizione, nel rifiuto esasperato e testardo dell’univocità, tanto il proprio atto fondativo quanto la propria finalità.


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Il futuro, ineliminabile cancro del presente

Recensione di “Giganti” di Alfred Döblin

Alfred Döblin, Giganti, Mondadori

Alfred Döblin, Giganti, Mondadori

Fa pensare alle sentenze di Cassandra, profetessa condannata da Apollo a dire sempre la verità e a non esser mai creduta, l’apocalisse prossima ventura descritta da Alfred Döblin, fondatore e animatore instancabile del movimento espressionista tedesco, in Giganti, uno dei suoi lavori più ambiziosi e complessi, pubblicato una prima volta nel 1924 e poi, ampiamente rimaneggiato, nel 1932.


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Manifesto per il bene comune

Recensione di “Utilitarismo” di John Stuart Mill

recensione - John Stuart Mill, Utilitarismo, Biblioteca Cappelli

John Stuart Mill, Utilitarismo, Biblioteca Cappelli

La massima felicità del maggior numero possibile delle persone è il solo criterio valido in base al quale qualificare un’azione come moralmente corretta o meno. Questo il principio che sta a fondamento di uno dei più significativi saggi filosofici del XIX secolo: Utilitarismo, di John Stuart Mill.


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Dall’animale all’uomo e ritorno

Recensione di “Cuore di cane” di Michail Bulgakov

Michail Bulgakov, Cuore di cane, Mondadori

Michail Bulgakov, Cuore di cane, Mondadori

E se il ritratto più somigliante di un uomo fosse quello di un animale? È quel che ci si chiede, tra riso, sorpresa e sgomento leggendo il bellissimo Cuore di cane di Michail Afanes’evic Bugakov, uno dei più grandi scrittori russi del Novecento. Critico intransigente dell’organizzazione politico-sociale sovietica (e malgrado ciò, almeno nei primissimi anni della carriera, benvoluto da Stalin), Bulgakov affida le proprie prese di posizione di maggior peso alla satira.

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E nell’uomo finì per riflettersi il mostro…

Recensione di “Frankenstein” di Mary Shelley

Mary Shelley, Frankenstein, Mondadori

Mary Shelley, Frankenstein, Mondadori

Una favola gotica, un racconto dell’orrore, un apologo amaro e crepuscolare sulla superbia dell’intelletto umano, sulla sua pretesa di violare, per mezzo del grimaldello delle scoperte scientifiche, i limiti imposti dalla natura e dalle sue leggi, fino ad arrivare al di là dell’immaginabile, alla vittoria sulla morte.


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Oltre i confini dell’irrazionale

Recensione di “La stella di Ratner” di Don DeLillo

recensione Don DeLillo, La stella di Ratner, Einaudi

Don DeLillo, La stella di Ratner, Einaudi

 

Contro il giorno di Thomas Pynchon, un vorticoso giro di giostra scientifico-matematico attorno a cui ruota un intero universo di irresistibili follie, ha un modello letterario. Si tratta di La stella di Ratner, romanzo che Don DeLillo – il solo scrittore, pare, che Pynchon si degni di frequentare – ha pubblicato nel 1976. Ne La stella di Ratner si racconta l’esperienza vissuta dal più giovane premio Nobel del mondo, il quattordicenne Billy Twillig, geniale mente matematica. Billy deve decifrare un messaggio di probabile origine aliena, un segnale proveniente dalla stella di Ratner che nessun scienziato è ancora riuscito a decodificare. Così, viene prelevato da casa e condotto in un centro di ricerca segretissimo, dove lavorano le migliori menti del pianeta.


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