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Recensioni

Recensioni di libri a cura de “Il Consigliere Letterario”, Paolo Vitaliano Pizzato.

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Il mondo piccolo e l’imperturbabile Phileas Fogg

Recensione di “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne

Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni, DeAgostini

Può l’innovazione tecnologica rimpicciolire il nostro pianeta? Certamente sì, dal momento che, pur restando, oggi come ieri, identiche le distanze tra un luogo e un altro del globo, mezzi di trasporto di volta in volta più veloci ed efficienti permettono di compiere ogni sorta di viaggio in tempi sempre più ridotti. Se dunque al principio del Novecento a dividere Europa e America era una estenuante traversata oceanica di settimane, ai giorni nostri l’attraversamento dell’Oceano Atlantico non è questione che di qualche ora d’aereo.Leggi tutto »Il mondo piccolo e l’imperturbabile Phileas Fogg

La Perla più rara, la Perla più scura

Recensione di “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne

Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta, BUR

“Ciò che Hawthorne imparò negli anni di solitudine, trascorsi fra gli specchi di una stanza, non si riduce soltanto alle metafore del ghiaccio e del fuoco. Da quello sfondo provengono anche le trame dei suoi racconti; poco a poco si venne anche presentando un individuo orgoglioso che si era autoescluso dal contesto sociale e che pure soffriva le pene della solitudine. Le sue storie riflettevano la tensione conflittuale fra istinti e convinzioni puramente razionali […].Leggi tutto »La Perla più rara, la Perla più scura

Prima del principio

Recensione di “Piramide” di Henning Mankell

Henning Mankell, Piramide, Feltrinelli

“Solo dopo aver scritto l’ottavo e ultimo romanzo della serie di Kurt Wallander ho capito quale sottotitolo avevo sempre cercato, senza mai trovarlo. Quando tutto era finito, o quasi, ho capito che il sottotitolo della serie doveva essere I romanzi dell’inquietudine svedese. Avrei dovuto trovarlo prima. Questi romanzi, in fondo, pur nella loro varietà, hanno sempre girato intorno a un unico tema: che cosa è successo negli anni novanta allo Stato di diritto?Leggi tutto »Prima del principio

Tre fratelli allo specchio

Recensione di “Gli altri” di Margaret Peterson Haddix

Margaret Peterson Haddix, Gli altri, HarperCollins

Cosa ha a che fare il rapimento di tre bambini (il più grande ha solo dodici anni) in Arizona con la vita di una famiglia che abita in Ohio? Nulla, verrebbe da dire, se non fosse che le persone rapite, due maschi, Chess e Finn (il maggiore e il minore) e la loro sorella, Emma, si chiamano esattamente come i tre fratelli dell’Ohio. Né le somiglianze finiscono qui, perché chi è scomparso è anche nato esattamente lo stesso giorno in cui ha visto la luce il terzetto dell’Ohio. Tre nomi identici, tre età identiche, tre date di nascita identiche. Una coincidenza?Leggi tutto »Tre fratelli allo specchio

Napoleone si ritira da Mosca

Recensione di “La mia Africa” di Karen Blixen

Karen Blixen, la mia Africa, Feltrinelli

“Quando ripenso ai miei ultimi mesi in Africa, mi sembra che le cose inanimate fossero consapevoli della mia partenza molto prima di me. Le colline, le foreste, le pianure e i fiumi. Tutto sapeva che ci dovevamo separare. Allorché cominciai a venire a patti col destino iniziando le trattative per la vendita della fattoria, l’atteggiamento del paesaggio verso di me cambiò.Leggi tutto »Napoleone si ritira da Mosca

“Non tanto perché piove, ma perché piove tardi”

Recensione di “Caratteri” di Teofrasto

Teofrasto, Caratteri, Garzanti

“L’attività di Teofrasto fu volta essenzialmente al consolidamento del grandioso piano di sistemazione dello scibile, promosso da Aristotele. L’enorme catalogo delle sue opere conta ben 229 titoli, che comprendono studi di storia naturale, di politica, di etica, di psicologia, di teoria letteraria, di polemica contro le scuole rivali […]. Di esse, comunque, la gran maggioranza è costituita da pubblicazioni scientifiche, riguardanti soprattutto la botanica, la zoologia e la mineralogia.Leggi tutto »“Non tanto perché piove, ma perché piove tardi”

Talleyrand e la blasfema bugia socratica

Recensione di “La rovina di Kasch” di Roberto Calasso

Roberto Calasso, La rovina di Kasch, Bompiani

“Il Nap di Naphta era l’uomo più ricco della terra. Ma la sua vita era la più breve e la più triste fra quelle di tutti gli uomini. Perché ogni Nap di Naphta doveva governare la sua terra solo per un certo numero di anni. Durante il suo regno i sacerdoti osservavano gli astri ogni sera, offrivano sacrifici e accendevano i fuochi. Mai una sera dovevano sospendere le loro preghiere e i loro sacrifici, altrimenti perdevano di vista il cammino di un astro e allora non sapevano quando, secondo la loro regola, il re doveva essere ucciso. Così si andò avanti per lungo tempo.Leggi tutto »Talleyrand e la blasfema bugia socratica

Un cieco orizzonte

Recensione di “Copritele il volto” di P.D. James

P.D. James, Copritele il volto, Mondadori

Raccontare a distanza dai fatti. Ricostruire un tassello dopo l’altro. Farlo con metodo, ordine, osservando da ogni possibile punto di vista e convergendo, poco alla volta, verso un’unica prospettiva. In una parola, ripercorrere. Riguardare. Vedere di nuovo. Ricordando. E alla fine confessando.Leggi tutto »Un cieco orizzonte

Nessuno ci ha insegnato

Recensione di “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque

Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Mondadori

“‘Mi parli degli elementi drammatici nel Guglielmo Tell!’ ricorda Kropp, e mugghia contento.
‘Quali scopi si prefissero i poeti di Gottinga?’ incalza Müller, a un tratto severo.
‘Quanti figli ebbe Carlo il Temerario?’ replico io freddamente.
‘Lei, Bäumer, non concluderà mai nulla nella vita’ guaisce Müller.
Kropp vuol sapere ‘la data della battaglia di Zama’ ma io ribatto: ‘A Lei manca ogni serietà morale signor Kropp. Sieda: le do un tre’.
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Alle cose stesse

In ricordo di Massimo Bordin

Massimo Bordin, Una passione unica, Il Foglio

Si parla sempre di se stessi. Il più delle volte proprio quando si fa ogni sforzo per cercare di evitarlo. Io per esempio qui parlo di me tutte le volte in cui scrivo di un libro, e lo faccio non perché voglia o per chissà quale narcisismo patologico non ancora diagnosticato ma per il semplice fatto che provare a raccontare alcune pagine è dire anche perché mi sono piaciute così tanto e perché vorrei che altri le leggessero.Leggi tutto »Alle cose stesse